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lunedì 18 aprile 2011

IL MERLO NON FA ME (solo per ora eh!)



Ed eccoci di ritorno anche per questa stagione nel fantasmagorico mondo del motociclismo amatorial-oral-dilettantistico. Dove le pezze al culo son piu' consumate degli sliders, dove a grandi sacrifici corrispondono piccole soddisfazioni (quando ci sono...) ma dove l'importante e' divertirsi, stare in baracca e raccontarsi cazzate che, in un gruppo di motociclisti, fioccano sempre copiose.

In coda a Superbike, MotoGp e CIV comincia anche la stagione del "Merlo", uno degli ultimi baluardi del motociclismo "fai da te", dopo un inverno ricco di novita'.
Quest'anno infatti Merlin non ha badato a spese (nel senso che proprio non sa cosa sta spendendo...) per aumentare le prestazioni della propria CBR 1000.
All'inizio doveva solo "fare la testa", poi ha prudentemente scelto di cambiare i pistoni che han piu' km di un GS tedesco. Quindi e' stato bilanciato l'albero motore e aggiunto un paio di gadget che tutti avevano tranne lui: cambio elettronico e frizione anti-saltellamento.

Peccato che a tanto ben di Dio non sia corrisposto granche' di test. Vuoi per il meteo (e' inseguito da una perturbazione tipo Fantozzi) , vuoi perche' quei pochi giri che ha fatto gli han mostrato solo che c'era un enorme problema elettrico/elettronico.
Ma il nostro non si arrende e dopo varie rimappature prova la moto alla maniera di Joey Dunlop: su uno stradone. E scopre che la causa potrebbe essere un cablaggio del cambio elettonico. Che culo!

Oltretutto quest'anno partecipa alla Premier Cup il cui livello e' un po' piu' altino. Basti pensare che il venerdi' e sabato girano pure quelli del Mondiale Moto2 con Corti che svernicia il nostro a velocita' smodata.



Lo vado a trovare il venerdi' in tarda mattinata, mi dice che tanto c'e' poco da fare il primo giorno, l'importante e' che mi ricordi di portare un attrezzo di alta precisione che nella fretta ha dimenticato: il coltello per tagliare il salame... ottimo tralaltro. Come al solito la francescana postazione del Merlo e' in una delle zone riservate ai peones del paddock.
Il clima e' pessimo, la moto e' una incognita, nemmeno si sa come andra', Fabrizio e' un po' agitato mentre tutto vestito toglie coperte e cavalletti quand'ecco s'avvicina uno sconosciuto:

- Senti maaaaaaaa... Che olio usi nella forcella?
- Eh? Boh!
- Ma e' molto piu' denso? Ma le molle son di serie?


Il Merlo si ferma un attimo. Lo vedo attraverso il casco che sta per diventare una pentola a pressione.

- Guarda non lo so. Fa tutto il meccanico. Non so nemmeno se c'e' dell'olio nella forcella! Poi si rivolge a me: "Ma pensa se quando uno sta partendo per un turno lo devi fermare per chiedere 'ste cazzate! Poi dicono che i piloti delle volte son scortesi!"

Le prove libere sono condizionate da pista umida e pioggerella a intermittenza. Tira un ventaccio che prova a portarci via il gazebo. Tocca fermarlo a terra con un paio di "parker" piantate nell'asfalto. La nuvola di Fantozzi lo segue come un'ombra: il sole fa capolino solo prima e dopo i suoi turni. In compenso la moto va da schifo. "Va dove pare a lei. Non c'e' nemmeno una logica: non sta in strada, allarga, e' pesante e impenna dappertutto!"
Quindi comincia a bombardare l'esperto Stefano di telefonate ed sms per 2 giorni. La sera la passa a smontare e rimontare. Del resto l'alternativa e' il solito letto giapponese all'interno del furgone.
A proposito, e' "nuovo" pure questo. Quello vecchio si e' suicidato rimanendo col cambio rotto... in retromarcia. Il sostituto e' sempre un Ducato, sempre coibentato (!!) ma di un bel "rosso Bartolini". Un po' a chiazze pero'. Il Merlo l'ha lucidato di notte (...).

La domenica i problemi non sono stati risolti. Il warm up e' una schifezza. Gira in tempi che gli ho visto fare in mezzo ai piloti delle prove libere (i fermoni come me per intenderci), con gomme ridotte a scaglie. Il gazebo si popola di amici e conoscenti. Ognuno dice la sua. Il Merlo sempre piu' confuso fissa i registri della forcella in cerca di una risposta.



- Allora faccio un giro da tutto aperto.
- Eh ma cosi' e' uguale a prima.
- Perche'?
- Prima era 2 giri da tutto chiuso, son tre in tutto.
- Allora gli do mezzo. Cosi' e' mezzo?
- No cosi' e' un quarto.
- Allora (sospiro) lo riapro ancora tutto e riconto.
- Ma perche' cambi il precarico?
- Ma di cosa stavamo parlando?
- Dell'estensione!
- Mapporc...


Immaginatevi un intero pomeriggio cosi' con la gara alle 17.20! Pero' una cosa l'abbiamo capita: 10 litri + riserva bastano e avanzano per fare la gara. Anche se pochi secondi prima qualcuno avanza il sospetto: "Mmmm basteranno?"E un si apre un immenso cratere che ci inghiotte tutti quanti.



L'impressione che comunque sia vada tutto in vacca rende un po' piu' rilassato il Merlo. Io mi porto gli attrezzi per fare le ultime regolazioni da quel che sente nel giro di schieramento, ma Bicio non vuol cambiare nulla: la sua attenzione e' tutta presa dalle ombrelline della Premier Cup che passano per la griglia. Notare che tutti e 3 (da sinistra a destra: il Merlo, io e Martino) siamo girati nella stessa direzione. A titolo di cronaca quelle del Bridgestone Challenge erano molto piu' gnocche.

Il Merlo parte benissimo ma rimane intruppato comunque alla prima curva. Del resto partendo 19° non e' che potesse far miracoli.
In gara saran le regolazioni casuali, sara la foga della gara, ma sta di fatto che il CBR arancione ora gira in 2.03 di passo con un paio di 2.02 dopo un week-end passato sul 2.06. Fabrizio e' infatti in lotta con altri 3 piloti fra la sedicesima e diciannovesima posizione. In alcune curve e' molto piu' veloce, come alla Bucine dove tenta improbabili sorpassi all'esterno. Il motore ora e' a livello degli avversari almeno in accelerazione.
Conclude piu' o meno dove era partito, soddisfazione poca, fatica tanta. Pero' nella bagarre pare si sia divertito. i tempi infatti son migliorati per quello. La moto, mi dice, fa sempre quel che le pare.

Meglio non dirlo a Nonno Merlin che, nella sua irraggiungibile saggezza gia' l'aveva avvertito:
"Se quella moto li' l'han venduta ci sara' un motivo!!"
Mitico.

sabato 2 ottobre 2010

MERLO 10 E LODE



E chiudiamo la nostra avventura nella blogosfera dedicando l'ultimo post all'ultimo dei piloti fai da te che qualche post fa vi abbiamo fatto conoscere: "il Merlo", al secolo Fabrizio Merlin.
Per chi non avesse letto il post "Local (anti) hero" poco piu' sotto, vi consiglio di leggerlo cosi' tutto avra' un senso... ammesso che cio' che fa il Merlo abbia un senso ovviamente.

UN WEEKEND BRENSO
Stavolta la macchina organizzativa del Team Merlin ha fatto tesoro dell'esperienza del Trofeo Ghiselli di alcune settimane prima e si ripropone in questo Trofeo Vivaldi. Il Merlo e' infatti... solo come un cane, senza meccanico impegnato altrove e senza frigo (si e' rotto: aveva 2.000 anni).
Per fortuna si conta sull'amicizia, la solidarieta' e l'elemosina. Ringraziamo infatti Alessia Falzoni, pilotessa in gamba che poco tempo fa ha sfiorato la vittoria a Vallelunga cadendo nel giro conclusivo mentre era in testa. Peccato, son di quelle cose che possono dare un'iniezione di fiducia per andare avanti. Dicevamo che si ringrazia Alessia che col suo camper, un po' di pasta e qualche the caldo ha tenuto in piedi il Merlo che per tre giorni ha dormito su un letto giapponese (ovvero una coperta sul pavimento) all'interno del suo Ducato coibentato.

Io arrivo il venerdi' mattina dopo essermi bevuto diversi litri di nebbia. Fabrizio non vede l'ora di mostrarmi le ultime novita' tecniche.
Per questa gara infatti di nuovo c'e'... beh... ehm... insomma... un cazzo praticamente. C'e' una corona che accorcia la rapportatura finale per uscire meglio dalle curve, le nuove valvole degli pneumatici di colore azzurro (e quelli della Dunlop scopriranno quanto ci tiene a ogni cambio gomme...) e qualche modifica all'abbigliamento in caso di gara bagnata.
Mi mostra infatti orgoglioso la "tuta da pioggia" che altro non e' che una tuta vecchiotta con doppie saponette tenute insieme da viti parker e fasciate con diversi passaggi di nastro americano; quello grigio che ripara tutto, dalle carene agli shuttle.
La chicca e' pero' il trattamento impermeabilizzante
- "Senti come scivola!"
- "Non e' scivolosa, e' unta che cazzo ci hai messo?"
- "La pancetta!"
- "Come la pancetta!! Ma non lo sai che ci sono dei prodotti apposta? E poi al limite mettevi un sopratuta in nylon."
- "Eh quella e' roba per fighette. Non si usano al Tourist Trophy. Per quei prodotti, beh mi informero'. Magari se trovo chiuso il macellaio."

Speriamo invece non esca il sole senno' tutti i cani di Scarperia lo inseguiranno.

Arriva Alessia, decisamente piu' professionale e' accompagnata da Davide, il suo meccanico, ex Mondiale SBK e MotoGp. E' paradossale parlare con lui dei metodi di lavoro dei professionisti e poi voltarsi e vedere il Merlo che pulisce la moto con lo straccio. La Falzoni, che indossa un casco verniciato da Fabrizio mi chiede il perche' abbia scritto un articolo su di lui. Non l'ha mai visto all'opera in un weekend di gare, poi capira' il perche'.

QUELLA VOLTA A SUZUKA...

Il sabato arriva invece un altro amico del Merlo, Martino con la sua compagna. Il suo ruolo e' piu' o meno il mio: evitare che il pilota si lasci andare al troppo risparmio e non ecceda nell'eroismo. Fabrizio ottiene il suo miglior tempo con la velocita' piu' bassa dell'intera classe. Incuriosito chiedo se i rapporti non siano troppo corti.
- "No no, van bene. E' che credevo di essere in sesta e invece ho fatto mezzo rettilineo in quinta a limitatore!" E ha fatto 2.03...

Purtroppo la giornata dedicata alle qualifiche soffre un clima incerto e temporali a intermittenza.
In un angolo del gazebo (in prestito) ci sono due gomme "rain" che pero' sono le uniche che ha e van bene solo con asfalto veramente bagnato. Per tutto il resto ci son quelle da asciutto. Cosi' si rinuncia alla seconda sessione e si prende una pausa come la maggior parte del paddock.
Molti sono i curiosi che si avvicinano al CBR dall'aspetto professionale, cosi' il Merlo inventa di sana pianta aneddoti per stupire gli astanti esordendo cosi':
- "Mi ricordo quella volta che correvo a Suzuka per il Trofeo Ghiselli..." o altre improbabili partecipazioni al TT.

Martino, in qualita' di (persona) responsabile dei carburanti lotta a lungo per togliere benzina. Fabrizio dopo 8.000.000 di calcoli va sempre a finire che riempie il serbatoio fino all'orlo. Lo fa pure nelle prove libere col solito rituale:
- "Ma l'ho messa la benzina? Dai ne aggiungo un altro po'. Sara' abbastanza? Ne metto ancora. Ah poi c'e' il giro di lancio e quello di rientro, meglio metterne ancora. E se poi in riserva non pesca bene?"
Alla fine il risultato e' sempre il serbatoio straripante. Martino vuole togliere almeno 5 litri, il pilota al massimo un paio, si arriva a 3.5 litri di compromesso... compresi quelli che ingurgita il Merlo nel travaso.

Comunque nonostante i pochi giri riesce a capire cosa va fatto nella moto che scivola un po' dietro. A parte che con la gomma finita e' un miracolo se sta in piedi, il Merlo decide di rivoluzionare l'assetto in nottata... al telefono con l'amico tecnico Stefano che noi immaginiamo dia le misure tirando i dadi pur di andare a letto a un'ora ragionevole.

IL SEGRETO E' NEI DETTAGLI

La domenica mattina, considerando l'assenza del warm-up, tutto dovrebbe essere ok.
Infatti ci sono le gomme da buttare, la batteria scarica e le pastiglie freno da sostituire. Il Merlo dice che "allungano un pochino" che tradotto significa che non frenano affatto.
Tira fuori cosi' un anonimo scatolotto di cartone dalla dubbia provenienza. Di certo non viene dal Giappone e dalla HRC. Dentro ci sono un po' di pastiglie usate, roba che si farebbe fatica a mettere sulla moto per andare a spasso, figurarsi per fare addirittura una gara.
- "Mmmm... queste non sono malvage, queste son un po' cristallizzate. Queste invece son peggio di quelle che ho su..." E cosi' via.
Decide cosi' di montare due coppie provenienti da due diverse partite e quindi da due moto diverse. Ma freneranno?
- "Se frenano meglio lo scopriamo subito"
- "E se non frenano?"
- "Anche!"


Chiedo se posso dargli una mano sapendo gia' la risposta:
- "No no no no no no!" mi ordina gentilmente. Tanto lo sapevo. Mica voglio fare la fine di quel signore che ad Adria si era sentito in diritto di provare a smontare la carena per il solo fatto di aver prestato una banale chiave a brugola.
- "Tenga la sua chiave" lo aveva liquidato in dialetto, "che sulla mia moto ci metto le mani solo io".
Intanto da Ferrara arrivano altri amici tra cui Alessandro autore dei due filmati di questi post e Davide del Pustazz che si commuove ogni volta che vede un CBR come quello che aveva prima di un brutto incidente.

Sistemate le pastiglie c'e' da fare la cosa che dara' la svolta alla gara. Il Merlo mi da la paternita' dell'idea ma in realta' e' Martino che, scrutando il cielo, suggerisce di smontare la gomma rain dal cerchio di scorta e buttare su una gomma nuova di zecca.
- "Ma no dai, va bene quella. Ha solo 6 giri".
Gia'. Allora tocca a me l'arringa che lo convincera'. Gli spiego che se le gomme durano 10 giri (cioe' la lunghezza della gara) prima di scadere di rendimento, con quella e' come se corresse con una gomma gia' finita.
- "Tanto parti sempre di merda, poi ti fai 3-4 giri nel mucchio e ora che ti liberi la gomma non ne puo' piu'. Pensa invece avere una bella gomma nuova nuova e tirare come un dannato dall'inizio alla fine senza preoccuparti della tenuta. Ma vuoi mettere?"
Si palpa la tasca dietro i pantaloni.
- "Dai non fare il tirchio!" fa Martino
- "Non e' per essere tirchi, e' essere in bolletta" replico io
- "Ma si' va la', mi e' rimasto qualcosa. Andiamo da Joey Dunlop"
come dice ogni volta che andiamo dai gommisti ai quali interrompiamo la pausa pranzo.
Incredibile ma dopo 3 giorni ci riduciamo a mettere su una gomma poco prima che sia ora di prepararsi alla corsa. E abbiamo anche culo che ne sia rimasta una.

LA PIAZZOLA DELLA PACE

In tutta fretta montiamo il gommone nuovo con Fabrizio che ricorda che il padre in decenni di corse non ne ha mai sfoggiata una nuova. Per stavolta mettiamo da parte l'eroismo e proviamo a combinare qualcosa di meglio della volta passata.
Qualcuno sosteneva infatti che le gomme da Moto2 erano state usate a mo' di alibi dal Merlo e quindi adesso non ci sono scuse: bisogna martellare sul 2.02, ma l'obiettivo e' il 2.01.

Ma c'e' anche bisogno di qualcuno col pass che lo accompagni in pista. Io porgo il mio pass pensando ci sia qualcuno piu' qualificato di me nell'incastrare le termocoperte nella catena.
- "No no, tienilo te. Entrate tu e Martino"
Con un entusiasmo non proprio spontaneo rispondiamo quasi in coro
- "Ma chiiii? Noi?!?!"
Dai dai dobbiamo entrare. Un nervosissimo Merlo cerca disperatamente qualcosa da bere in griglia e troviamo un bottiglietta d'acqua usata, poi vuole qualcosa di dolce e allora "rumiamo" in uno scatolone trovando l'ultimo succhino di frutta prezioso come l'oro.

Una volta raggiunta l'agognata piazzola si fa piu' tranquillo e non ha piu' sete. Il colpo d'occhio e' notevole:
- moto Honda arancio
- tuta Suzuki color senape
- ombrello blu della Yamaha R6 Cup
Non c'e' che dire siamo proprio coordinatissimi!
La sua unica preoccupazione e' sapere dove metto la bottiglietta
- "La incastro qua nella moto cosi' se ti viene sete..."
Martino invece chiede
- "Ti piaccio come ombrellina?"
- "Beh ne ho viste di meglio, comunque un'ombrellina cosi' non ce l'ha nessuno. A proposito hai visto chi c'e' qua di fianco? C'e' quello col Suzuki dell'altra volta. Pero' stavolta lo frego perche'ragazzi: l'importante e' partire bene!"

E dal filmato potete vedere come e' partito. Si poteva far peggio solo spegnendo la moto.

L'INCENTIVO DELLA BAGARRE
Ma il Merlo nella lotta ravvicinata si esalta e tira fuori il meglio di se. Dopo aver fatto fuori un paio di avversari comincia a spingere girando in 2.02. Mai stato cosi' veloce al Mugello e ariva persino l'agognato 2.01.
Sappiamo che non guarda mai il cronometro e cosi' ci sbracciamo disegnando improbabili ombre cinesi dal muretto box mentre dalla terrazza ci dicono cosa accade nel resto del circuito.
Il Merlo ovviamente non ci caga: si sta giocando il 9° posto col solito Lorenzoni e il suo Suzuki. Ma tra i due litiganti gode il terzo in sella a una R1.

Gli corro incontro al parco chiuso
- "Decimo!!"
- "Decimo cosa sarebbe? Penultimo? Terzultimo?"
dice ridendo e questo la dice lunga su quanto gliene freghi del piazzamento.
Bello poi che il rivale si vada a complimentare subito col Merlo appena sceso dal GSXR. Se l'erano promessa sin dal briefing la rivincita. Ma la soddisfazione e' comunque tanta: per la compagnia, per la gara mai solitaria e perche' no, anche perche' stavolta gli diamo una mano a caricare il furgone. Non fosse altro per vederlo esibirsi nel salto al volo sulla rampa. Numero degno di Holer Togni che per fortuna finisce anche stavolta senza il botto in fondo al Ducato.

E ora tutti a casa non prima di una sosta a mangiare un panino con lardo e pecorino, cosa che mi mette in guai seri con la moglie alla quale diro' piuttosto scocciato:
- "Cosa credi che mi sia divertito?"
Si' e anche un bel po'.

Fabrizio Merlin desidera dedicare il bel week end di gara al padre scomparso: l'indimenticabile Severino.
Siamo certi si sarebbe divertito da matti anche lui oltre ad essere orgoglioso di un figlio cosi'.

mercoledì 8 settembre 2010

LOCAL (ANTI) HERO




In molti, sempre piu' spesso ci chiedono per chi facciamo il tifo noi di Gigler.
E' evidente che non siamo iscritti al fan club di Rossi, o del suo sosia Lorenzo. Ma nemmeno siamo "biaggisti" in cerca di rivalsa, o neo-tifosi dei giovani Stoner e Pedrosa che pur rispettiamo. Noi tifiamo per Fabrizio.
Ma chi? Michel?!
No. Merlin. Fabrizio Merlin.
E chi cazzo e' direte voi. Un minuto (anzi 2.37) e ve lo raccontiamo. Intanto beccatevi un video curato da nostro "cino-operatore" Alino74:



Tifiamo per Merlin, comunemente detto "il Merlo" prima di tutto perche' e' un amico e poi perche' magari inconsciamente rappresenta un motociclismo in via di estinzione. Fatto di pochi mezzi e tanta voglia di correre, di pochi soldi ma piccole grandi soddisfazioni. Senza l'ansia del risultato a tutti i costi ma costi da tenere sotto controllo.
Infine anche per un altro motivo, non meno importante: ci fa sempre pisciare sotto dal ridere. E non e' poco. Sempre con la battuta pronta e il sorriso stampato anche quando la discussione si fa pesante e volano i "vaffanculo" il Merlo ti allieta la serata fra una Sprite e un aneddoto delle centinaia che ha da raccontare.
Tanto per dirne uno, sulla Raticosa incontra un "Pavone" che si vanta di aver fatto i "riccioli" nelle gomme tipici della pista, salendo il Passo.
Tra i sospiri di ammirazione e i silenzi imbarazzati di chi ha qualche dubbio si leva la sua voce:
- "Ti pago 2 gomme nuove se riesci a farli su strada. Le gomme te le compro davvero ma tu poi mi fai su e' giu' fino a sera e vediamo se saltano fuori i riccioli!!"
Il Merlo e' cosi'. Con lui le chiacchiere stanno a zero. Ti smerda in un nanosecondo.

Figlio di una leggenda del motociclismo Estense, il Merlo ha intrapreso la strada del padre, quella di fare qualche gara invece di vuote chiacchere.
In un mondo dove i parolai sono la maggioranza, lui preferisce portarsi in tasca i tempi dell'ultima sessione di prove. E anche qui c'e' da fare un distinguo grande come un camion.
Mentre in tanti "kittano" le loro moto con costosi accessori per andare un paio di volte l'anno in pista o per portare a spasso le gomme e le saponette grattugiate una sola volta, Merlin va a girare con lo scopo di migliorare i propri tempi, di imparare a essere il piu' veloce possibile senza caricare sulla moto colpe e meriti.
Non gira a vuoto insomma e "sente" la gara come una possibilita' di migliorarsi seguendo i piu' bravi.
E pure qui i piu' veloci non sono mai criticati con invidia per cio' che hanno, ma ammirati come esempi da seguire, miraggi da raggiungere. Senza fretta, senza diventarci matto. Anche perche' l'eta' da ragazzino in carriera l'ha passata da un pezzo.
E' insomma l'antitesi del motociclista da bar. E infatti l'ho conosciuto... in un pub. Questo



Al "Pustazz" di Davide oltre a mangiar bene c'e' sempre qualcosa di interessante da vedere e di cui parlare. Tra un video del Tourist Trophy e una vecchia gara della 500 origlio un avventore parlare di tempi in pista. E' reduce da una sessione a Rijeka dove pero' la gara non ha avuto luogo per via del maltempo. Gira con una vecchia Suzuki GSXR 1000 praticamente stradale. Pero' pare abbastanza contento che davanti ci siano solo delle Superbike. Mi chiedo allora quante siano se corre con una moto di serie! Ha l'OTTAVO tempo su una quarantina di partecipanti. E scatta il mio bestemmione di stupore (chi mi conosce sa qual'e').
Nel tempo che trascorre per il rinvio della gara passa a una Honda CBR 1000 che prepara in tutta fretta all'evento. Il risultato e' da leccarsi i baffi: dopo un primo giro in testa finisce 4°. Ma siccome il Merlo deve sempre avere una sfiga viene retrocesso per partenza anticipata.

Ora voi penserete che questo CBR sia un concentrato di pezzi aftermarket da far invidia a Ten Kate; niente di piu' sbagliato. Nonostante la grafica da Generale Lee di Hazzard, la moto ha giusto quelle due o tre cazzate che si fanno su ogni moto da pista, anzi forse ne manca qualcuna. Dietro c'e' un "mono" professionale, ma davanti la moto e' di serie. I cerchi sono i suoi, la forcella completamente originale a eccezione dell'olio, l'unica modifica ai freni e' una pompa radiale Brembo, ma persino le pastiglie sono originali perche' lui si trova bene con quelle.
Ed e' una fortuna perche' puo' raccattarle su e giu' per il paddock da quelli che le sostituiscono. A ogni giornata in pista ne trova qualcuna e ha una discreta scorta.
Ma il bello e' che questa moto piu' "Stock" di una "SuperStock"... corre nella "Open" dove si puo' cambiare di tutto!!

Perche' il Merlo e' uno che si arrangia in ogni cosa. Si vernicia le carene e il casco in casa e li realizza per altri racimolando soldi che poi spende sostanzialmente in turni e gomme. Anche solo per mettere la moto nel furgone e' difficile chieda una mano. Si fionda su per la rampa seduto di fianco e salta dentro al volo.
Gli chiediamo:
- "Ma non e' pericoloso cosi'?!"
- "In effetti ho gia' fatto fuori un paio di furgoni..."


Si prepara cosi' al Trofeo Ghiselli del video in apertura. Il week-end comincia male perche' le sue gomme preferite non sono disponibili e deve ripiegare su quelle da Moto2 che costano pure un botto e mal si sposano coi settaggi del suo CBR. Ma il Merlo non molla. confida sull'effetto trainante della gara che e' ad orari scolastici: 9:30!!
Dopo piu' notti passate in furgone (ma al meccanico "Cave" va peggio perche' e' sotto il gazebo... in prestito) il Merlo si butta nella mischia.
Dalla Casanova-Savelli lo vediamo alle prese con un Suzuki (ironia della sorte) che fa traiettorie fin troppo difensive.
So i tempi che puo' fare e si capisce che gli fa da tappo. Lo attacca alla "Bucine", lo passa lo passa, ma sul dritto il GSXR se ne va. Porca troia.
Ritenta. Alla "Arrabbiata 1" il Suzuki e' alla canna del gas: stringe e allarga ma non va veloce, il Merlo ci riprova alla "Bucine" con un tocco di classe, ovvero una pacca nella carena e se ne va.

Ora gira un secondo e mezzo piu' veloce, speriamo nella rimonta impossibile, dai Merlo dai, ma verso la fine i tempi si rialzano, qualcosa non va e il Suzuki rimonta e lo beffa in uscita dall'ultima curva. Peccato! Ma e' gia' ora di corrergli incontro, anche se, vedendoci (non lo sapeva che c'eravamo) ci corre incontro lui.
Ci racconta che ha chiesto cosa avesse fatto al motore del Suzuki, cosi' per curiosita', ma il tipo gli ha risposto che e' originale.

- Ecco e' sempre cosi'. Gli chiedi una cosa e loro han sempre il motore originale. IO ce l'ho originale, ma cosa credono che sia il piu' coglione??
- Si ma anche te Merlo hai ancora la tuta con le scritte Suzuki, vuoi che ti prendano sul serio?



Il "debriefing" e' tutta una risata. Non c'e' verso di fargli cambiare qualcosa nella moto che verso la fine aveva la forcella esausta.
- "Ma no dai va bene cosi', al massimo gli faccio sistemare un po' l'interno degli steli..."
Del resto lui e' contento perche' ha grattato le carene ovunque. Ma non smette di imprecare per il prezzo delle gomme.
Mentre altri ingurgitano pastiglioni e tracannano bibitoni energetici lui si consola con una bella anguria e la solita Sprite.
Il tempo di guardare un'altra gara assieme e poi e' tempo di "far su le canne". Ma l'ultima volta mi ha fregato: s'e' messo a far delle chiacchiere e ho messo a posto tutto io, stavolta scappo!!

Cosa e' arrivato alla fine? Beh non ci importa, davvero.
Per noi il Merlo e' sempre il Numero Uno.

Alla prossima!

mercoledì 17 giugno 2009

TALENTO A PAGAMENTO


Ricordate il vecchio spot della Pirelli? "La potenza e' nulla senza controllo". Nelle corse sarebbe piu' appropriato dire che il talento e' nulla senza denaro.
Immagino molti di voi conoscano o abbiano provato sulla propria pelle cosa significhi. In questi giorni sta vivendo questa esperienza Mattia Pasini.
Quindici giorni fa vinceva il Gp d'Italia... sul bagnato... con un duello fantastico... battendo il campione in carica Ricciolino Limoncelli.

Eppure e' provvisoriamente a piedi per il piu' antisportivo dei motivi: il suo team non ha pagato le moto. L'Aprilia si riserva insomma il diritto di ritenzione come quando non hai pagato il meccanico e lui vi dice di tornare coi dindi. Tutto normale, pero'...
Pero' a me un po' i maroni girano. Non quanto a Pasini (per il quale manco faccio il tifo) ma per la situazione ruffiana che si e' venuta a creare.

L'anno scorso Limoncelli proprio al Mugello fa vedere che in curva va forte ma non ne ha in rettilineo e fra un "Dio bo.." e una qualche smadonnata (e mai nessuno che gli dica che le bestemmie non si dicono in tv) chiede la moto ufficiale. Manco a dirlo le tv come lo inquadrano non parlano d'altro. "Scandaloso" viene definito il trattamento tecnico riservano al nostro bel Parruccone. Che beninteso va forte, ma se il suo team e' privato gli viene data la moto privata, o no? Non c'e' nulla di scandaloso.
Che poi a ben guardare non era nemmeno tanto privata. Il team era Gilera, la moto era semi-ufficiale, cioe' sostegno dalla Casa (Gilera E' dell'Aprilia) ma moto meno evoluta di quelle marchiate Aprilia. Una situazione se vogliamo non proprio da reietto.
E senza problemi di budget.

Quest'anno invece uno che va altrettanto forte con una moto privata viene aiutato col "sequestro cautelativo" del mezzo. Ora non dico gli dovessero dare la moto ufficiale, pero' "Dio bo.." almeno chiudere un occhio o trovare un accordo invece di lasciarlo a piedi si poteva fare.
Ma questa e' la strategia Aprilia/Gilera. Del resto gia' nei confronti di Melandri e Poggiali abbiamo visto l'enorme sostegno garantito agli uni e il disinteresse per gli altri, come i privati Rolfo e Battaini che spesso mettevano in imbarazzo i giovanissimi campioncini designati al trionfo finale.
Non e' per fare dietrologia, ma la pura e semplice considerazione che certi risultati dei privati si traducono in moto ufficiale per alcuni e in... niente per altri. Il perche' chi lo sa boh?

Se poi scendiamo di livello gli aneddoti si sprecano, magari un'altra volta vi racconto la storia di un tizio che non fece in tempo a godersi la gloria che comincio' a firmar cambiali.
Speriamo solo che l'onnipresente Martinez salvi la stagione a Pasini, alla faccia di chi disprezza la presenza iberica nel motomondiale.

P.S. Attualmente Pasini ha qualche punto in piu' di Limoncelli.

Saluti