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martedì 5 gennaio 2010

LA GIUSTIZIA E' CIECA


Non era la fortuna a essere cieca? Beh, visto che le sentenze si annullano piu' facilmente di uno scontrino fiscale verrebbe da dire che metri cubi di codici alla fine non servono a niente. La Giustizia e' governata dal puro CASO.

E si da il CASO che in questi giorni sia stato riabilitato FLAVIO BRIATORE ex-radiato dalla FIA grazie a una sentenza di un Tribunale Civile. E che c'entra la giustizia ordinaria? Un cazzo ovviamente.
E' la solita storia: un'associazione con determinate regole (FIA, UEFA, FIFA, FIGC) puo' essere in qualunque momento soverchiata da un qualunque altro magistrato e allora tanto vale fare appelli finche' non se ne trova uno accondiscendente.
Il tutto, sia ben chiaro, senza entrare minimamente nel merito della faccenda. Ed e' su questo che ci chiediamo che senso abbia avere delle regole interpretabili all'infinito.
Perche' anche nel caso di Briatore la sua riabilitazione non passa attraverso l'assoluzione per non aver commesso il fatto ma, udite udite, perche' la Fia non poteva radiarlo non essendo un tesserato. Vi pare incredibile? A me par di sognare...

SENTENZA SCRITTA... CON INCHIOSTRO SIMPATICO

Un po' come uno studentello che non passa la maturita' e fa ricorso al TAR, Flavione nostro e' ricorso al Tribunale di Parigi contro la sentenza della Fia perche' ritenuta ingiusta.
Ora, a parte il fatto che io uno come Briatore lo radierei "a prescindere" come diceva Toto', rifletto su un'altra cosa. E cioe' che non si e' deciso sul merito della questione (che ricordo essere l'ordine di schiantarsi dato a un pilota o veniva licenziato) ma si e' andati sul "cavilloso".
A Parigi non hanno sentenziato che Briatore quell'ordine non l'aveva dato o che non c'erano prove per dimostrarlo, e nemmeno l'imputato ha cercato di dimostrarlo.
No.
L'impuntamento e' contro il fatto che la sentenza era "gia' scritta" e voluta dal solo Mosley "per vendetta". Vi pare una difesa? Poi che fosse gia' scritta e' ovvio se non ti difendi.

A suo tempo il geometra di Cuneo non provo' nemmeno per un attimo a difendersi da quelle accuse. Ricordando i fatti, il team manager della Renault si dimise dalla carica e non partecipo' al processo. Quindi una volta messa la maschera della povera vittima ha fatto ricorso. Alla Fia? No. A un altro tribunale dopo che Mosley se ne era tornato a donnine. E fa ricorso dicendo che non hanno rispettato i suoi diritti. Un po' come quei latitanti che lamentano l'impossibilita' di difendersi nei processi. E intanto scappano.

Ma poi perche' farla tanto lunga sull'odio di Mosley se la decisione e' stata a MAGGIORANZA del Consiglio Mondiale?
A questo punto il Consiglio stesso della Fia non serve, cosi'come non servono i commissari di gara o qualunque provvedimento venga preso sulle gare dagli enti preposti.

L'IMPORTANTE E' ESAGERARE
Il coro dei leccaculo e' gia' cominciato. C'e' chi sostiene di aver sempre pensato all'innocenza del panzone ma ovviamente senza averlo esternato quando era ora. E c'e' chi, forse vergognandosi di difendere l'indifendibile, sostiene che la sentenza era ESAGERATA.
Fermiamoci un attimo. Ora delle due l'una: o la sentenza e' sbagliata o e' giusta, ma mai e poi mai esagerata. Ammesso e non concesso che fosse colpevole, Briatore lo sarebbe di una cosa inaudita. Forse la gente come Emanuele Pirro si e' gia' scordata che l'accusa era quella di aver ORDINATO a un pilota di PROVOCARE UN INCIDENTE per far intervenire la Safety Car dopo che l'altro pilota (guardacaso Alonso) aveva gia' fatto la propria sosta relegando cosi' tutti gli altri dietro.
E' una cosa gravissima e senza precedenti.
Ripeto ammesso e non concesso. Perche' il punto e' tutto li'. Se Briatore davvero ha fatto una cosa del genere altro che radiazione, meritava la galera.

E invece la recente riabilitazione... non riabilita.
Non e' stato stabilito che Briatore e' innocente. Se cosi' fosse OK, ha tutto il diritto di rientrare nel giro. Ma non si puo' riabilitarlo perche' stava sul cazzo a Mosley. Non e' stato SadoMax a radiarlo ma il Consiglio Mondiale della Fia e non l'hanno deciso per simpatia a Mosley, ma per un fatto gravissimo con tanto di testimoni.
A farla sembrare una questione personale e' stato Briatore e si e' visto il perche'.

LA LEZIONE NON E' SERVITA
Ma in fondo alla Fia ben gli sta. Quel branco di parrucconi scaldasedie non e' in grado di decidere nemmeno a che ora andare a mangiare. Perche' questi problemi, di sentenze che non stanno in piedi, sono dovuti soprattutto al modo in cui ci si arriva.
Un paio di anni fa combinarono una cagata simile con la "Spy Story" che coinvolse Ferrari e McLaren. Decisero di togliere punti agli inglesi, ma lasciandoli a piloti. Condannarono il team a pagare 100 milioni di dollari e il suo capo (Dennis) a lasciare la F1.
Ai piloti invece venne offerto un comodo paraculo in caso di confessione e fu cosi' che saltarono fuori le mail tra il colladatore De La Rosa e Alonso (sempre lui).
Risultato? Ron Dennis e' sempre ai box, Hamilton ha vinto il mondiale l'anno dopo e Alonso e' alla Ferrari. Che sarebbe come avere Moggi all'Inter per dire.

Nel caso "CRASHGATE" e' stata fatta la stessa identica cosa.
L'illecito l'ha comunque commesso il pilota che poteva rifiutarsi. Quei volponi della Fia invece hanno offerto al brasiliano appiedato l'impunita' in cambio delle accuse. La Renault ha silurato Briatore e Symmonds e cosi' questi due son rimasti con la merda in mano.
Risultato scontato pure qui: la Renault non ha avuto alcuna sanzione, il pilota idem e Briatore ha potuto recitare la parte del caprio espiatorio.
Maggior credibilita' avrebbe avuto la sentenza se Piquet Jr avesse tenuto botta pur andando incontro lui stesso a una condanna. Perlomeno si capiva il suo pentimento e la sua (nuova) onesta'.
Troppo comodo sparare sul boss che ti ha licenziato senza aver guai. Cosi' son capaci tutti.


Sara' meglio che in futuro la Fia riveda la sua politica coi "collaboratori di giustizia".
Non vorrei un giorno, fra tanti tanti anni, ritrovarmi a passeggiare in "Viale Briatore" e sulla targa, sotto il nome, la scritta "uomo di sport".

sabato 24 ottobre 2009

PARACARRI & PARACULI


Mentre la MotoGp si appresta a celebrare il Divino Valentino, in F1 sembra quasi che il titolo piloti non sia stato assegnato. Nel piu' importante campionato motoristico del mondo e' passata in sordina la notizia che il nuovo campione del mondo e' un pilota britannico su monoposto britannica e con motore tedesco. Della serie: ci interessa solo il tricolore.

Ma quei pochi che hanno parlato di JENSON BUTTON han pensato bene di dargli spazio solo per sfotterlo, ridimensionarlo, trattarlo come un incidente di percorso. E non e' giusto.
Button che gia' ha un nome ridicolo, nella vita si e' guadagnato TUTTO e ripeto TUTTO. Ogni singolo passo della sua carriera e' stato infatti conseguenza della sua determinazione.
Non e' il solito pilota con la valigia (semmai di cartone) che si paga il posto a suon di milioni. Non e' sotto contratto con un manager o un figlio di un manager che ne spiana la strada alla maniera di Moggi e Todt.
Non e' nemmeno un figlio d'arte visto che suo padre faceva si' il pilota, ma di rallycross e correva con ... un Maggiolino...
No. Jenson si e' fatto strada a calci nel culo dati e non ricevuti.

Coi kart e' arrivato vincere anche tutte le gare dell'anno e in F3 e' stato il miglior rookie vincendo un test con la McLaren. E ando' forte. Fece pure uno "shoot-out" per un posto in Williams. E vinse.
Il risultato e' che a 19 anni (si avete letto bene) Button era gia' in F1. In una eta' dove la maggior parte dei piloti comincia a correre con auto vere, lui era gia' al top e nonostante l'inesperienza mostro' ottime qualita', come un Raikkonen tanto per dirne uno.
Basti pensare che si qualifico' 3° in griglia a Spa. E sticazzi.
La sua sfiga fu pero' che la Williams era in partnership con la BMW e ingaggiando Ciccio Montoya non c'era piu' posto per il giovanissimo inglese. L'altro pilota doveva infatti essere tedesco per forza e cosi' rimase il fermissimo Ralf Schumacher. Uno che quest'anno fa fatica a stare nei primi 10 del DTM...

Ecco allora il passaggio alla Benetton dove il pluricondannato Briatore lo mette al volante di una vettura disastrosa, interessato soprattutto a far soldi auto vendendosi i motori Mecachrome e facendo la cresta sugli ingaggi dei propri piloti. Fateci caso, c'e' sempre un pilota del suo management nei team di cui e' capo.
Ma Jenson non fa parte della sua scuderia perche' il manager e' e rimane il babbo. Flavione infatti lo lascera' andare dicendo che "E' bravo ma ha troppi contratti..." riferendosi alla procura del padre e al contratto ancora vigente con Williams. Insomma non si poteva far soldi con l'inglese.
Puntuale la vendetta quest'anno: con Jenson dominante, Briatore anziche' ammettere che gli e' scappato un buon pilota, dice che la Brawn non e' regolare e lo dimostra vincendo con un PARACARRO.
Definizione poi ripresa da tutti i media nostrani.

Passato alla Bar-Honda ebbe annate alterne. In due parole, con la macchina decente Jenson fece cose eccezionali, con auto scarsa no. Come tutti. Come Schumacher nel 2005 o Alonso ed Hamilton quest'anno. Ma chissa' perche' quando lo fanno i "Fenomeni" la macchina e' un alibi. Quando invece l'auto buona tocca ai "non-fenomeni" la stessa diventa una colpa.
Tanto per essere chiari, un pilota che nel 2004 sale DIECI volte sul podio e finisce TERZO in un campionato dominato dalla Ferrari come quello del 2004, scarso non puo' essere. E anche se il disastroso 2005 da' ragione ai suoi detrattori, ci ritroviamo nel 2006 ancora Jenson stabilmente nei primi 4 quando riesce a portare a termine la gara.
Andate a vedervi i risultati di "quelli bravi" se volete ridere.

Dopo 2 stagioni merdosissime con la Honda (andava piu' forte la Super Aguri che era una Arrows del 2003!!!), quest'anno finalmente ha avuto un mezzo coi controcazzi. Una BrawnGp non diversa quindi dalle Ferrari del 2000-2004, o la McLaren del 1997-1998, o le Williams dal 1992-1997. Insomma un mezzo che ti permette di vincere se non fai cagate.
E Jenson vince porca pupazza, 6 Gp su 7 nelle prime gare e il colpo a vuoto e' un 2° posto. Rubinetto Barrichello con la stessa supermacchina e' 2° solo TRE volte e si lamenta sempre di qualcosa. Poi il diffusore col buco viene ufficialmente dichiarato legale e lo adottano anche i grossi team. Un paio di acuti ancora per la Brawn che passa da irrangiungibile a macchina da zona punti.
Rubens vince ancora due gare, Jenson si limita ad amministrare i tanti punti di vantaggio. E non e' nemmeno fortunato visto che a Spa viene pure buttato fuori.

Ed e' qui che i giornalisti si scatenano tifando per il recupero dei suoi rivali. Vettel, Webber, Hamilton, Raikkonen e lo stesso Barrichello fanno una buona seconda parte di stagione ma non c'e' costanza nei risultati e spesso finiscono col perdere in un paio di gare cio' che hanno guadagnato con una vittoria.
Il vertice dell'anti-buttonismo lo raggiunge ovviamente GIORGIO TERRUZZI che al 2° posto di Monza di Button da un bel... 2.
Ditemi voi quanto puo' essere meritato un tale votaccio per uno che parte 6° staccato di 15 MILLESIMI in qualifica dal compagno e che arriva 2° sempre alle spalle del compagno. Allora che voto andrebbe dato ai vari Trulli, Fisichella, Kovalainen o lo stesso Vettel che in Turchia si cago' addosso vedendo Button negli specchi e volo' fuori? O quando a Singapore nel dover tirare due giri prima del pit-stop ando' a distruggere il fondo piatto? E che voto dare a Barrichello che nel Gp di casa parte dalla pole e si ritrova 3° prima di forare tallonato da un Hamilton partito DICIOTTESIMO?
O a Trulli che ha preso merda dal debuttante Kobayashi?
E che dire di Fisichella? La Force India continua stupire anche dopo la sua partenza, mentre in Ferrari Giancarlo continua a fare pena alternando gare opache a prove buttate coi soliti incidenti. Come a Monza dove sfascia l'auto pur frenando prima di Raikkonen o come a Interlagos dove il mago della pioggia fa due giri prima di andare in testacoda spegnendo il motore.
A questi che voto diamo? Diamo sempre la colpa alla sfortuna?

Insomma sarebbe ora di finirla col bollare i piloti come fenomenali e pippe in base alle simpatie e per consuetudine. Button bravo lo e' sempre stato, quest'anno ha avuto l'occasione di dimostrarlo con un mezzo vincente. Piuttosto che chiederci se sia meritato o meno il suo titolo, chiediamoci che ne e' stato dei 4 piloti che han dominato il 2007 (Hamilton, Raikkonen, Alonso e Massa) alle prese con macchine poco competitive.
Perche' in F1 senza macchina non si va da nessuna parte e anche i piu' celebrati campioni con mezzi scarsi avrebbero le bacheche vuote.

Infine, con la finezza che ci contraddistingue da sempre, un bel consiglio a Flavio Briatore.
Il paracarro cacciatelo nel culo!

venerdì 25 settembre 2009

BERSAGLIO GRASSO 2: IL GOMBLOTTO


Chissa' perche' in Italia quando si indaga su qualcuno questo viene automaticamente condannato dai media e poi dagli stessi viene assolto... dopo la condanna vera e propria.
E' uno strano costume che i media nostrani applicano a qualunque caso: da quelli giudiziari a quelli sportivi. A tirar merda son sempre i primi, anche quando non si sa ancora un cazzo, i giornalisti sputtanano il presunto colpevole. Ma la cosa piu' ridicola avviene dopo che c'e' una effettiva sentenza. Se c'e' la condanna non e' mai giusta, se arriva l'assoluzione di scuse non se ne parla. Il caso Briatore non fa eccezione.

Mentre la stampa britannica e quella transalpina discettano su quanto sia giusto o meno graziare la Renault, da noi si parla di altro. Agli inglesi non va giu' che la McLaren a suo tempo abbia pagato una mega multa per responsabilita' oggettiva nonostante l'allontanamento del patron Ron Dennis.
Ai francesi invece interessa sapere se la Renault e' paracula o se il casino l'ha combinato Briatore. Da noi no. Da noi il vero "sgoob" e' il complotto. In questo caso sarebbe la Fia, Mosley ad aver organizzato tutto per far fuori Flavione. Persino il tecnico Renault che ha testimoniato l'accordo tra team e pilota non e' un teste che conferma la giustezza della sentenza; no e' parte del complotto, anzi lo dimostra. Oramai abbiamo pure degli specialisti nel negare l'evidenza e architettare piani diabolici.
Il Complotto e' sempre di gran moda e stimola la parte migliore dei giornalisti: la faccia da culo. Perche' su un complotto puoi scrivere qualsiasi cosa, puoi teorizzare l'impossibile perche' tanto non c'e' bisogno di conferme, anzi se i diretti interessati negano significa che il complotto c'e'. Assurdo.

Sul QN (Giorno-Nazione-Resto del Carlino) a parlare di motori c'e' un giornalista buffo: LEO TURRINI. Costui e' l'unico articolista che parla di corse: da quella coi sacchi alla F1. Credendosi simpatico le spara grosse, grossissime pur guardandosi bene dal confessare che di motori non sa assolutamente nulla. Ha un debole per le mogli dei protagonisti: Schumacher e' "il marito di Corinna", Briatore "il marito della Gregoraci" e cosi' via. Accostare il personaggio alla moglie e' per questo soggetto il primo dei sinonimi da utilizzare in un articolo. Arriva anche a utilizzarlo due tre volte in 100 parole. Un record!
Per il resto dell'articolo si affida invece a un vecchio Commodore 16 riconvertito a generatore di cazzate random.

Alcuni esempi per meglio chiarire la superficialita' dell'essere.
Schumi non rientra in F1 per sostituire Massa. Cosa ti dice il buon Leo? Che la decisione e' di Corinna Schumacher!! E poi precisa che "anche se tutti lo negheranno fidatevi del vostro cronista, e' proprio cosi'". Capito?
Sapendo di scrivere una immane cagata mette le mani avanti dicendo che nessuno mai la confermera', quindi e' vera. Mah.
La Ferrari (alcuni anni or sono) corre col cambio "Seamless" cioe' un cambio che rende praticamente nulla la caduta di giri. Secondo Turrini cio' porterebbe 3-4 decimi al giro e decine di secondi in un Gp. Dimentica pero' di informarsi che quel tipo di cambio lo usano TUTTI e a Maranello non sono nemmeno i primi a impiegarlo. Quindi la sua teoria che la Ferrari abbia un vantaggio sulla concorrenza va comodamente a fare in culo.

Dall'anno scorso poi l'ha giurata a Timo Glock reo di aver lasciato passare Lewis Hamilton all'ultima curva di Interlagos facendo perdere il mondiale al suo beniamino Massa. Peccato si dimentichi che solo le Toyota avevano saltato il necessario pit stop per montare le gomme "rain" sotto uno scroscio improvviso e che appunto andavano alla fine 12" al giro piu' lente.
Vaglielo dire all'imbelle che ogni Gp trova perle (di guttalax) per schernire il tedesco con frasi come "chissa' perche' stavolta sul bagnato e' andato forte" oppure trova che quando va forte e non cede il passo si ricorda del tappeto rosso steso a Lewis Hamilton.
Il capolavoro di quest'anno e' il KERS. Introdotta dal REGOLAMENTO la possibilita' di utilizzare il recupero di energia, l'inadeguato Leo scrive a titoli cubitali che e' "l'ARMA SEGRETA DELLA FERRARI". Segreta per lui magari che manco sa cos'e'.
Adesso la sua nuova fissa e' Briatore al quale sta dedicando addirittura "La Storia Segreta di Flavio Briatore" cronistoria del manager di Cuneo in piu' puntate. E stiamo parlando dello stesso giornalista che, quando il ds Renault si dimise per non far condannare pure la Renault, disse chiaramente che era una balla e che anzi le dimissioni provavano la colpevolezza. "Segreta" sempre e solo per Turrini visto che snocciola informazioni inesatte confondendo tempi ed eventi.

Nella prima puntata (di giovedi') ecco lo "sgoob".
Turrini vede Briatore per l'ultima volta guardacaso a Singapore lo scorso anno e cosa gli chiede? Ma proprio se Piquet ha sbattuto apposta! Ma che straordinario intuito! E Flavio (ovviamente) risponde che no, ha sbattuto per i fatti suoi. E quindi conclude il giornalista perche' mentire dopo quel Gp?
Ma dico, ci prende per dementi?
Perche' questa cosa Turrini la scrive ora e non l'ha resa pubblica lo scorso anno?
Perche' quando a Spa e' stata annunciata l'indagine su quel Gp, il caro Leo se n'e' stato zitto?
Perche' le parole di Briatore non sono virgolettate?
Perche' aggiunge un giudizio di Flavio su Piquet (in due parole che fa cagare) specificando che il manager della Renault glielo dice in via confidenziale e lo neghera' pubblicamente? Forse per giustificare il fatto di aver omesso questa "finta" intervista?
E poi se uno fa una roba del genere, che lo va a raccontare subito al primo cronistucolo che incontra all'aeroporto??
Ma soprattutto, Turrini c'e' o ci fa?

L'articolo poi prosegue col racconto della vittoria Benetton (per squalifica di Senna) al Gp del Giappone del 1989 e dice che gia' allora tutti erano invidiosi di Briatore (capirai), del suo intuito di "talent scout" scoprendo e ingaggiando Nannini (che pero' scopri' Minardi) e che, visto che non c'era internet, qualcuno fece girare un dossier segreto dove si parlava del passato burrascoso di Briatore con lo scopo di infamarlo; "accuse dalle quali usci' grazie a una amnistia".
Ommioddio ma quanto beve prima di scrivere?
Primo: una amnistia non e' una assoluzione.
Secondo: quel dossier non era segreto, erano sentenze dei Tribunali di Bergamo e Milano e non erano cattiverie ma SENTENZE DI PRIMO GRADO.
L'argomento viene ripreso nella 2° puntata dei segreti del menga di Turrini dove la permanenza alle Isole Vergini del maneggione viene definita una vacanza per evitare lo strees delle inchieste giudiziarie.
Il ragionamento fila a patto di sostituire "vacanza" con LATITANZA e stress con GALERA visti i 3 anni di RECLUSIONE inflittigli in quel di Milano.
Insomma mancava internet ma piu' che altro non c'era ancora l'indulto.

Nella 2° puntata c'e' pure il tentativo maldestro di far credere che quella odierna di Piquet Jr sia una vendetta a distanza di 20 anni da parte del padre del brasiliano che venne scaricato nel 1991 dallo stesso Briatore!! Qui siamo a livelli veramente pazzeschi!
E giusto per fare i complimenti al radiato Flavio e dare gratuitamente del "coglione" (testuale) a Jordan, lo smemorato Leo finge di non ricordare che l'irlandese debuttante campava di piloti con la valigia e pagava i motori. E infatti cedette il tedesco al team... che era ufficiale Ford. E sempre per caso alla Jordan ando' l'ormai ex-pilota Benetton Moreno. Ohi tutto per caso?
Poi, tanto per essere precisi, Schumi non lo scopri' Briatore e nemmeno Eddie Jordan, e' una balla clamorosa. Fu la Mercedes a tirarlo su e pago' 150.000 dollari a Jordan per far correre al tedesco il Gp del Belgio del 1991. Figurarsi se poi l'irlandese poteva permettersi di pagare UN MILIONE di dollari a stagione per Schumacher piu' il costo dei motori! Eddie Jordan anche volendo non aveva i mezzi economici per fronteggiare l'offerta Benetton. Ma da chi si informa Turrini? Dalla Pimpa?
Adesso sono curioso di vedere come interpretera' il fatto che Briatore come team manager avesse sempre almeno un pilota di cui era egli stesso il manager personale. Alla faccia del conflitto di interessi: faceva pagare al team la sua stessa percentuale!!

Nella 3° invece da ampia dimostrazione di non sapere nulla di F1 e di essere pure un gran cafone.
Da del "fesso" a Damon Hill per il mondiale del 1994 vinto da Schumacher con uno speronamento. Turrini confessa di aver capito che era sporco solo quando il tedesco fece una manovra identica a Jerez nel 1997. Ohibo' 3 anni per capirlo? Un'aquila!
Non aveva visto che Schumi era uscito di pista piegando una sospensione e che se non avesse buttato fuori Hill perdeva il mondiale?!
Si prosegue rimuovendo altri episodi come appunto la ... rimozione dei filtri alle apparecchiature per il rifornimento a Interlagos '94 (cosa che consenti' il sorpasso di Schumi su Senna durante la sosta), o la bandiera nera di Silverstone dove Briatore non richiamo' Michael per uno Stop%Go sostenendo che credeva gli avrebbero aggiunto dei secondi di penalita' solo a gara finita (dimostrando di non conoscere nemmeno il regolamento).
Leotardo si ricorda pero' del "Launch Control" (confondedolo pero' col "Traction Control") contenuto nelle centraline della Benetton; bravo 7+ ma non fu scoperto nel 1995 come dice Turrini bensi' nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Senna l'anno prima.

E questo sarebbe un giornalista? O meglio l'"inviato speciale" di un quotidiano a tiratura nazionale?
Uno che scambia sentenze per chiacchiere, fughe all'estero per vacanze e testimoni per complottisti.
Uno che confonde una stagione con l'altra proprio nello scrivere uno "speciale" e che non perde occasione per offendere gli addetti ai lavori proprio lui che nemmeno sa cosa c'e' in una macchina da corsa.

Se ce la faccio recensiro' le puntate future, sempre che non mi finisca prima la carta igienica.


P.S. sscusate la lunghezza ma dovevo riassumere e criticare 3 giorni di articoli, perche' uno al giorno sarebbe troppo nauseante.

venerdì 18 settembre 2009

BERSAGLIO GRASSO


Il personaggio meriterebbe non un post, ma un romanzo su piu' volumi. E magari pure un film che so di Scorsese o al limite di Tarantino. Ma e' certo che FLAVIO "NAOMO" BRIATORE ci manchera'.

Il Gigione Bianco, coi suoi occhialini azzurri troppo piccoli per il suo faccione, stavolta e' stato centrato. C'e' chi dice sia un trappolone di SadoMax Mosley, chi di Ecclestone e chi ancora molto semplicemente si ferma ai fatti senza pensare a chissa' quali congetture.
Ma la verita' la sa solo lui e siccome e' un Maestro Contaballe, non la sapremo mai.
Gia' perche' Flavione nostro non e' la prima volta che lo beccano a fare delle cazzate, la sua intera vita e' una serie di precedenti a dir poco oscuri. Eppure i giornalisti sono confusi. Non sanno se difenderlo oppure no. C'e' chi lo vede colpevole da subito, chi lo difende ma senza nascondere dubbi e i soliti che pensano solo a salire sul carro dei vincitori in trepidante attesa di affermare "Io l'avevo detto!!" Come Leo Turrini che prima lo difende scambiando per chiacchere senza fondamento due sentenze di primo grado dei Tribunali di Bergamo e Milano che lo condannano rispettivamente a 1 anno e 6 mesi e 3 anni di reclusione.
E alle Isole Vergini, caro Turrini, non ci ando' con l'idea geniale di aprire negozi Benetton, ma per l'estradizione e rientro' dopo un'amnistia come un Gaucci qualsiasi.
Non a caso panza fa rima con latitanza (diavolo d'un Silvestri).
Oggi, dopo aver letto che la Renault ammette l'errore e scarica il manager, lo stesso giornalista dice di non averlo mai ammirato e non crede a una parola del geometra di Cuneo. Alla faccia della coerenza.
Ma andiamo con ordine.

FASE 1: la notizia pazza
Un paio di Gp fa salta fuori la notizia che la gara di Singapore dello scorso anno fu truccata dalla Renault. Chi sia stato a mettere in giro la voce é fin troppo ovvio. La "velina" arriva dal Brasile, casualmente lo stesso Paese di Nelson Piquet Jr, casualmente appena appiedato dalla Renault e sempre casualmente il trucco sarebbe un incidente volontario di... Nelsinho stesso. Ma i giornali ci girano attorno timorosi di dare notizie false, anche se ovvie.
Puntuale arriva la rivelazione del segreto di Pulcinella: a fare l'uscita (di pista e di bocca) e' stato il giovane pilota brasiliano.

FASE 2: a viso scoperto
Per un po' la notizia, scandalosamente importante, viene tenuta a margine delle cronache. Un riquadrino, due righe buttati la' in un angolo. Naomo viene preso alla larga, (ci mancherebbe, largo com'e'...) tutto pare un enorme ammasso di balle. Pero'...
Pero' la denuncia diventa ufficiale presso la FIA che avvia una indagine ed ecco il colpo da Maestro: Briatore mostra lettere in cui dissuadeva con arroganza i Piquet dal solo provarci. Cosa c'e' di strano?
Che i giornali non si accorgono che Briatore passa da un "Non ne so niente" al mostrare corrispondenza datata. Qui le cose son due: o le lettere sono false o non e' vero che non sapeva nulla di una storiaccia che andava avanti dal licenziamento del piccolo Piquet.


FASE 3: protezione al pentito

Una prima indagine della FIA non porta a nulla. Vengono interrogati tutti gli interesati a Spa ma rimane una questione di parola di Piquet contro parola di Briatore senza riscontri oggettivi e concreti.
Ed ecco puntuale la mossa Tiger della FIA: immunita' a Piquet Jr se dice tutto. Mi spiace ma per me questa rimane una boiata. Ammesso e non concesso che il pilota sia un delatore, cosa lo trattiene dal portare avanti una balla se non rischia nulla? E poi perche' viene offerta l'immunita' solo al pilota e non al team manager?
Cosi' si ottiene solo di accreditare preventivamente una versione a discapito dell'altra. Senza contare che SE PIQUET ERA ONESTO, A SBATTERE NON CI ANDAVA.
Ma la mossa ha successo, vengono fuori conversazioni radio, telemetria e dettagli sull'accordo che prevede l'incidente a una determinata curva.
Flavione e' circondato... nonostante la notevole circonferenza.

PAROLA ALLA DIFESA
A questo punto le accuse sembrano qualcosa piu' di qualche chiacchera, "il Tribula" si difende come puo': con le lettere di cui sopra e poi giustificandosi senza riuscire a far cadere le tesi dell'accusa. Per Naomo non era possibile pianificare una strategia incentrata su un incidente al 14° giro con ancora parecchi altri giri da percorrere, in seguito la Safety Car sarebbe entrata per altri incidenti e infine a Piquet il contratto non e' stato rinnovato alle sue condizioni.
Beh, anche se fosse vero pero' non esclude niente di quanto affermato dal suo ex-pilota perche' solo a quel primo pit stop Alonso ha avuto un effettivo vantaggio sulla concorrenza rifornendo giusto un attimo prima dell'ingresso della SC, il fatto che in altre occasioni non abbia avuto vantaggi non esclude quello gia' usufruito.
Il rinnovo di Piquet Jr e' avvenuto piu' tardi, e' vero, a 1 milione anziche' 2.5 e con la clausola di tot punti da racimolare, ma e' proprio per quella rescissione che Nelsinho si sente tradito e vuota il sacco.
In pratica Flavio si smerda col suo stesso culo dicendo che non l'ha accontentato.


CAPRONE ESPIATORIO O AGNELLONE SACRIFICALE?

La Renault taglia la testa al toro, giusto per rimanere in tema di bestie e con un comunicato annuncia che Briatore e Symonds non fanno piu' parte della scuderia.
Perche'?
Mi riesce difficile credere che chi e' sicuro della propria innocenza si metta colpevolmente da parte. Infatti lo scarno comunicato Renault dell'altro giorno viene completato dalle dichiarazioni del Direttore Generale della Règie che parla di "Grave errore commesso". In pratica la Renault ammette di sapere che l'illecito e' stato commesso e ritiene responsabili i due personaggini licenziati o consigliati a dimettersi mettendo tutti sullo stesso piano "Piquet non c'e' gia' piu', Symonds ha lasciato, adesso Briatore"
A questo punto che Naomo si sia immolato o silurato dai suoi superiori poco importa, nessuno lo difende piu'. Nemmeno l'amico Ecclestone che parla di "Flavio indifendibile". Brutto avere amici potenti che poi alla fine sono amici solo del potere anche quando passa di mano.

Ma non temete, Flavione risorgera'. Magari in politica, magari nel calcio ma fara' ancora parlare di se'. Impossibile scaricarlo.

Anche perche' dal water non ci passa.