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giovedì 8 settembre 2011

LA BATANA DELL'AMORE



Ah mare profumo di mare... chi non l'ha mai cantata? Mi raccomando cliccate il link per apprezzare in pieno lo spirito pieno d'amore del post.
Dunque il barcone dell'amore è arrivato fino alla Riviera romagnola carico d'affetto e di effusioni. Vi chiederete perchè non c'è Beltramo. Molto semplice: primo è troppo ingombrante, secondo non ispira granchè di amore. Insomma non è "secsi".

Comincia bene il week-end di Misano con i commentatori che partono da una voce "molto attendibile" che darebbe Stoner ai ferri corti con la Honda perchè vorrebbero far provare i pezzi nuovi solo a Pedrosa. Tanto basta a Reggiani per dipingere uno scenario apocalittico in cui Stoner potrebbe abbandonare addirittura il motociclismo per dedicarsi ai suoi sport preferiti: la caccia al cinghiale con lo sputo e la pesca dello squalo bianco col temperino.
Ma quando Nasty Beltramo arriva da Livio Suppo tutto si risolve con un sorriso, nel pieno della tradizione di Love Boat "Ma dove le tirate fuori queste... ehm... notizie?" Ma dai Livio era tutto uno scherzo e l'amore trionfa.

E d'amore ci si affoga nel box Ducati. Preziosi ha detto che vorrebbe far provare la moto a Stoner. Ma daaaaaaaaai. Mica significa che Rossi non ci da dentro, anzi. Qui è Meda a darci la spiegazione: il buon Filippo vorrebbe Casey nuovamente sulla Ducati per fargli dire quanto bene stan lavorando! E poi ci sono le parole d'amore dello sponsor! Maurizio Arrivabenequandoarriva, del quale pubblichiamo una fotina:



ha dichiarato: ''Avere Rossi e' un lusso, con Ducati c'e' un rapporto splendido e finalmente si e' arrivati ad una soluzione della situazione attuale''

Ma davvero? Eppure su un famoso sito avevo letto una versione leggermente meno affettuosa, questa:
- "Avere Rossi è un lusso, con Ducati c'è un rapporto splendido e finalmente si è arrivati ad una soluzione della situazione attuale. (e fin qui è uguale, POI) Ammettere di sbagliare è segno di intelligenza, di professionalità e di onestà. E credo che il nostro rapporto con Ducati sia basato proprio su questi principi. Ducati non ha budget faraonici, ma ha uomini preparati e pieni di passione. La loro intelligenza è quella di aver capito, ma hanno anche un grande azionista. Ha investito molto nel prodotto e sta facendo grossi sacrifici anche per lo sport. Una cosa che gli fa onore."

Ma a quale errore che Ducati ha ammesso si riferiva? Ah forse nella versione di un altro sito c'è il pezzo mancante:
"Si può perdere – afferma -, ma non si può perdere la faccia. Non credo che Valentino Rossi abbia disimparato all’improvviso a guidare: è chiaro che la colpa è della moto, deve essere messo nelle condizioni di guidare. Abbiamo avuto un incontro con la Ducati: hanno ammesso le loro colpe. Ammettere di sbagliare è segno di intelligenza, professionalità e onestà"
Eh la peppa!! Ma l'amore guarisce ogni ferita e alla fine siamo sicuri che Arrivabenequandoarriva non voleva dire che Rossi è sprecato con una moto di merda e che alla Marlboro si son rotti i coglioni di fare delle figure di melma per colpa della moto. No no, sono invece contenti che i loro soldi verranno ben spesi in futuro.

Comunque quando c'è amore è tutto più bello, anche Pernat. Stoner (cantando "Sento che sto lasciandomi andare") conclude la gara sfinito dall'onanismo più sfrenato cui si dedica da quando la moglie è incinta. (v."Con l'amore (il pistolino) io voglio giocare"). Ce ne è abbastanza per dargli del fighetta all'infinito, ma Carletto dice sicuro che "Ammettere una debolezza è segno di forza". Vedete questo sole che cosa può fare? Quando si impegnava al massimo non era mai abbastanza ed era debole psicologicamente, adesso che molla la gara perchè non ce la fa... è forte!
Parole d'amore anche per Capirossi. Grande Campione! Zitti voi che gli date del fermone. Loris è sempre combattivo e va rispettato. Vabbè che son 4 anni che arriva merdesimo e vabbè che al microfono sa solo dire "Sono fiducioso" e "Ce la metterò tutta". Loris aveva detto: "Adesso mi voglio proprio divertire". E infatti fa un giro per salutare il pubblico e poi molla la moto ai box e va a divertirsi giocando a "Super Hang On" dove è ancora un mostro e detiene tutti i record nell'unica sala giochi che ce l'ha ancora. La versione che si gioca in piedi però, in quella con la moto cade sempre...



Ma è quando ci si collega con Rossi che le lingue in bocca frullano al massimo regime di rotazione. Ora voi direte che ce l'ho con Rossi. No, io vorrei che il riscatto di Rossi venisse dichiarato quando c'è davvero e non inventato dai media sulla base di due giri coi primi che ancor non stanno tirando giù un secondo secco. Vorrei che fosse vero quando Meda dice che han recuperato qualcosa, che "si vede uno spiraglio di luce". Capperi se Rossi avesse rcuperato un misero decimo ogni volta che l'ho sentito a quest'ora vincerebbe le gare. E con distacco! E poi vorrei che quando Beltramo gli dice che ha fatto una bella gara, Vale prendesse l'auricolare, guardasse in camera con lo sguardo di Psycho e poi strozzasse Paolone col filo dell'auricolare medesimo urlando (con voce maschile) "Bella gara un paio di palle!"
E invece no, anzi è contento che ha messo dietro Bautista. Bautista?! BAUTISTAAAAAA?? Ma diamine sei Valentino Rossi, sei il Campione dei Campioni, piaci a grandi e piccini, donne e uomini (anche etero) e persino animali (la mia gatta si arrota sempre le unghie sulla tv quando lo vede sullo schermo). Tu Bautista non devi neanche sapere chi è! Te lo devi mangiare!

Dallo studio invece arriva appena in tempo Bobbi McFly con la sua macchina del... tempo



per dirci che Rossi ha fatto meglio del tempo di gara di Stoner del 2010, non ci dice però che Stoner partì in prima fila a meno di mezzo secondo e non in quarta a un secondo e mezzo. Pensate un po': Pedrosa col tempo 2011 avrebbe vinto nel 2010 battendo... se stesso. Super Honda? E invece nel 2011 ha vinto Lorenzo su Yamaha. Se confrontiamo le due stagioni facciamolo con tutti i piloti, sennò non ha senso.
Ma che ci volete fare? Voi in amore non avete mai detto una bugia o omesso qualcosa?

sabato 29 maggio 2010

L'ISOLA DEI NON FAMOSI


E' di questi giorni la notizia che la Yamaha inviera' Jorge Lorenzo sull'Isola di Man per fare il consueto "Lap of Honour", parata semi-storica che apre il celeberrimo Tourist Trophy. Per l'occasione il pilota spagnolo ha scelto tramite concorso la livrea della R1 che usera'. E la notizia finisce qui. Il commento, no.

Pur apprezzando l'iniziativa di Yamaha di farsi pubblicita' al TT sdoganandolo con l'invio dei propri piloti ufficiali (prima Edwards poi Rossi adesso Lorenzo) io continuo ingenuamente a chiedermi il perche' dell'"embargo" mediatico per questa corsa.
I motivi ufficiali sono noti e stranoti, certo; come la pericolosita' della gara, il numero di morti etc etc, pero' ragionandoci rimane aria fritta. E ora passo in rassegna le cause ufficiali dell'oscuramento al TT smontandole una per una.

GARA PERICOLOSA
Che correre su una strada sia piu' pericoloso che correre in pista non ci piove. Cio' e' dovuto ad alcuni ostacoli non rimovibili come marciapiedi, case, fossati, lampioni etc etc. Ma e' vero anche che correre in moto e' piu' pericoloso che farlo in auto e decisamente piu' rischioso che giocare a golf.
E' per questo motivo che TUTTI i tracciati stradali sono stati banditi dal Motomondiale. Quarant'anni fa il TT non era certo un caso isolato, anzi, si correva tra provvisorie balle di paglia un po' ovunque e i circuiti permanenti erano a volte ugualmente pericolosi e pure piu' veloci. Si correva a Modena come al Nordschleife. E si moriva.

Pero' non mi pare che i giornali abbiano mai preso le distanze dalla F1 quando per quasi 30 anni il morto (e piu' di uno) ci scappava a ogni edizione del mondiale. 28 morti in F1 dal 1953 al 1982, quasi uno all'anno che salgono a 12 in 6 anni dal 1953 al 1959 o 9 dal 1960 al 1970.
E' stato forse cancellato Hockenheim dopo la morte di Clark? Monza dopo quella di Peterson?

E Indianapolis che si corre prossimamente negli USA gode forse del medesimo trattamento riservato al TT? Non mi pare. Eppure nel catino dell'Indiana si corre dal 1911, 4 anni dopo il primo TT e in una sola gara per anno (non le 5-6 dell'Isola di Man in cui vi e' una gara per categoria) il conto delle vittime supera la 50ina, il che diviso appunto per il numero di gare disputate rende Indy piu' mortale del TT. Pero' non esiste giornale motoristico che non ne parli e la gara la trasmettono da anni in diretta. Perche'?

E che dire della Parigi-Dakar che cambia nome e percorso tutti gli anni e tutti gli anni piange le sue vittime? Proprio la maratona africana e' seconda solo al TT per numero di vittime, ma con 70 anni di edizioni in meno. Pero' i giornali ne han sempre parlato, perche'?
In definitiva sara' pure bello e macabro citare i 227 morti del TT, ma se consideriamo che questo riguarda una corsa moltiplicata per varie categorie in 103 anni di storia, beh non e' che siano molti di piu' di tante altre gare anch'esse molto pericolose. Conto infatti circa 570 gare con una media di un decesso ogni 2,5 gare, Indianapolis e' sotto le 2...
Non sono cretino, lo so che il TT e' IPER-rischioso, ma non vedo per altre gare mangia uomini lo stesso trattamento mediatico.


Se si parla di quattroruote poi non puo' passare inosservata la grande tolleranza riservata ai Rallies che sono a tutti gli effetti gare su strada e dove ancora possono capitare le disgrazie, tanto tra i piloti quanto fra gli spettatori.
Ma se allarghiamo il discorso ad altri sport la cosa diventa addirittura ridicola!
C'e' forse qualche statistica che indica il numero di fratture e carriere spezzate nella Coppa del Mondo di sci nella "Discesa Libera" o nel "Super Gigante"??
E non e' forse morto qualcuno alle Olimpiadi Invernali la scorsa edizione scendendo con lo slittino?

LA FACCIA COME IL CULO
Eppure proprio il principale fautore del "BAN" al TT e' proprio colui che tutti gli anni va sull'Isola a prendersi gli applausi: Agostini.
Ora come sia possibile dichiararsi onorato di fare incetta di applausi e al tempo stesso dire che la gara e' un massacro non lo so. Forse e' la scelta dei tempi giusti, perche' Ago del TT parla malissimo tranne che pochi mesi prima del "Lap of Honour" quando invece cita gli episodi memorabili e quanto fosse bella la gara.

I giornali non sono da meno. Tant'e' che proprio l'anno scorso quando a fare il giretto ci ando' Rossi, la Gazzetta dedico' all'evento quattro pagine. Peccato che della gara o dei VERI partecipanti non abbia parlato nessuno tranne appunto lo stesso Rossi.
Dei quotidiani non sportivi manco a parlarne ovviamente: il TT per loro semplicemente non esiste. Eppure son quelle testate che sui morti fanno il 90% dei loro articoli senza risparmiarsi dettagli raccapriccianti cosi' come la sera vanno in onda talk show con tanto di plastico per illustrare meglio come ha agito l'assassino. Bell'esempio davvero.

Ma la vera vergogna sono le riviste specializzate che dietro la loro "scelta etica" di non parlare di una gara assassina celano una disinformazione al limite della diffamazione.
Non posso non ricordare come in un minuscolo trafiletto di inizio anni '90 nelle pagine dedicate alle notizie brevi, un certo Carl Fogarty venne definito "un modesto pilota capace al massimo di vincere gare folli come il TT". In seguito pero' rischio' il risultato clamoroso a Donington con la Cagiva e vinse 4 titoli Superbike, ma scommetto che l'autore del suddetto trafiletto ancora guadagna piu' del sottoscritto a scrivere cazzate. Perlomeno io non costo nulla...

OCCASIONI PERSE
Succede cosi' che a un imberbe Poggiali i tifosi a un incontro chiedano cosa ne pensi del Tourist Trophy e questi risponda "Ma non e' quella gara di piloti vecchi?". E' anche un gioco per Playstation2 volendo.
Ironia della sorte a dirlo fu uno che poi si e' ritirato a meno di 30 anni perche' vecchio dentro. Ennesima occasione persa per parlare di una gara in termini meno tragici e superficiali.

Nessuno punta la pistola alla tempia dei vari Hutchinson, Ainstey, McGuinness, Plater o Rutter. E nessuno la puntava a Dunlop, Hislop o Jeffries. Non e' la follia che spinge questi piloti a misurarsi su un tracciato cosi' difficile, ma e' la stessa passione e la stessa ambizione che hanno i piloti di altre categorie.
Solo che per scelta o per necessita' questi corrono su strada e non perche' dementi come qualcuno vuol far credere.

Per cui un grosso in bocca al lupo a quelli che oggi han cominciato a sfidare l'impossibile.