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martedì 6 marzo 2012

UN INVERNO DA CAMPIONI

Mentre i V.I.P. (very important pedai) maestri del cerchiobottismo provano a dimostrare in TV che prendere un 1" al giro da un anno è in realtà un recupero cui manco il loro pilota preferito crede, noi preferiamo immergerci nel motociclismo comune. Dove gente "normale", che fa un lavoro "normale", spende quel che può per coltivare una passione dove il divertimento alla fine prevale sempre sui risultati. Anche se a dire il vero il budget (o meglio la mancanza di esso) prevale in maniera ENORME su tutto.
Parliamo ovviamente di Fabrizio Merlin che, da vero simil-professionista ha voluto imitare il classico inverno dei piloti MotoGp e SBK dove infortuni, guai fisici e cadute assurde riempiono i lunghi mesi freddi senza moto.

Sto attraverando l'Appennino verso casa quando il Merlo mi chiama al telefono e poi ripiega su un sms dato che lo slalom tra i camion della A1 mi impedisce di rispondere. Voleva sapere se sono ancora a Ferrara e se posso raggiungerlo ad Adria dove va a "finire le gomme dell'ultima gara". Non faccio in tempo a richiamarlo che le sue prove son già finite.
- Ah niente son caduto subito. Ho fatto un highside spettacolare... dicono.
- Fatto male?
- No, direi di no, ma la moto è messa male. Sta tutta giù.
- Ma come è successo?
- Non lo so, è partita all'improvviso.
- Moto distrutta allora?
- No no, si aggiusta, ADESSO SARAI CONTENTO CHE MI TOCCA RIFARE LE CARENE CHE A TE NON PIACEVANO! - mi rinfaccia.
- Non c'era mica bisogno che le rompessi così, comunque ti ringrazio per il pensiero. Almeno non somiglierai più a un vecchio GSXR 1100!
- Ah ah ah! Solo a te sembrava un vecchio Suzuki, mi han detto tutti che E' bellissima.
- ERA bellissima...


Tornando all'highside,i piloti dicono quasi sempre che avviene senza motivo, ma la verità stavolta è davvero assurda. Si scopre che è scoppiato il tubicino del precarico idraulico inondando d'olio la ruota posteriore. Poi l'atterraggio non proprio soffice ha incasinato tutta la sospensione posteriore.
Ma il Merlo ha 1000 risorse. Si presenta nel paddock dell'ultima gara del CIV al Mugello "camuffato" da pilota e va all'assistenza del produttore del mono:
- Guarda cosa mi è successo! E adesso come faccio?!
In un amen glielo sistemano e non lo fanno neppure pagare credendolo un partecipante alle gare. Ma Fabrizio torna tranquillamente... in tribuna.
Diavolo d'un Merlo!

Ok, questa era la caduta, ma l'infortunio? Arriva, arriva... in modo ancora più rocambolesco. Siccome l'inguaribile ernia cervicale non gli bastava, succede che si incarica di portare in assistenza il trattorino tosaerba della nonna, ovviamente Honda. E infatti col suo bel furgone tappezzato di scritte HRC si spaccia per uno che di mestiere porta in assistenza le attrezzature da giardinaggio dei clienti. Il bello è che qualcuno gli crede pure.
Al momento della consegna la nonna intuisce il pericolo:
- Statento Fabrizio che non cadi!
- Ma dai nona, ci carico la moto al volo su questa pedana figurati se è un problema un rasaerb...AAARGH!!

E così vola giù dal furgone cappottando e finendo sotto il trattorino; procurandosi una brutta contusione al gomito che necessita pure di qualche siringa per estrarre il liquido. Ma si può?

Non tutto il male viene per nuocere: il mono ora è stato cambiato con un Ohlins modificato. Cambiato anche il forcellone, i telaietti tipo SBK ed è in arrivo pure una forcella al posto di quella originale. C'è pure una centralina HRC con tanto di mappature selezionabili sul blocchetto sinistro che riprende i comandi originali e che il buon Ramponi farà funzionare nel migliore dei modi.
Solo, non chiedetemi come ha fatto ad averla. Ho paura a chiederglielo pure io.
E la carena? Eccovi un assaggio della "bestia" al forno.




Se volete vederla meglio veniteci a trovare domenica 11 Marzo al Mugello o aspettate il prossimo reportage su Merlolandia!

P.S. il trattorino sta bene e funziona perfettamente.

P.P.S. già che c'era ha dato una spruzzata pure alla sfortunatissima tuta.

mercoledì 31 agosto 2011

IL MERLO FA 13 (ma non vince niente...)




Si conclude anche il 2011 per Fabrizio Merlin che deve a tutti i costi ottenere un buon risultato giocandosi l'ultima "wild card" della Premier Cup classe 1000 Open. Stavolta non manca niente: c'e' la nuova sfolgorante livrea (anche se la moto è un po' "ciccia" a me pare un vecchio GSXR), carene di ricambio, cerchi, cambio elettronico sostituito e non in prestito, nuovi rapporti (si spera giusti), un set di freni e una forcella di scorta.
Il Merlo mi raggiunge al telefono per annunciare il suo arrivo:
- Ho il furgone stipato. Praticamente ho ricambi per fare un'altra moto ahahahah.
Segue qualche secondo di silenzio.
- Che c'è?
- No niente, stavo guardando qui una ragazza della Union Bike...
- Capisco...
- Sta pulendo il tavolo... e mi son ricordato che l'ho lasciato a casa. Ho solo le sedie! Dove mangio? Sul frigo?


Si sa l'organizzazione non è il suo forte. Pure l'INhospitality è più inospitale che mai. Ci sono ben 4 concorrenti che circondano il Merlo e lo rendono invisibile all'intero paddock. Inoltre, per non far prendere vento al gazebo l'ha tenuto ad "altezza hobbit" col risultato che Martino ed io (non proprio due nani) battiamo capocciate a ripetizione contro i sostegni. E' impossibile evitarlo. Teniamo addirittura il punteggio. Vinco io per 6-5 grazie ad una incornata con tanto di ferita lacero-contusa. Con la fronte sanguinante esco dal gazebo in trionfo.

Il Merlo è agitato. Nonostante sia tutto miracolosamente a posto lo vediamo passeggiare nervosamente intorno alla moto alla ricerca di attrezzi che lui stesso ha riposto. A noi non lascia fare niente, neanche pulire le carene, deve fare tutto lui e dobbiamo stare zitti sennò si distrae. Così Martino sfodera un budello di salame "gentile" e ci ingozziamo alla faccia sua e della sua moto. Scoprirò poi il motivo di tanta agitazione: ha scommesso con la bellissima Arianna Tromboni, Miss Ferrara e in lizza per la selezione a Miss Italia, che se si qualifica nei primi 10 lei verrà a fare da ombrellina. Per scaramanzia il Merlo l'ombrello non l'ha neppure portato. C'è poi una seconda parte della scommessa che vi rivelo alla fine.



Decide poi che siccome non c'è niente di nuovo da provare, tanto vale provare al posto delle solite Dunlop, le Pirelli. Ora per chi non lo sapesse non esistono due gomme più diverse sul mercato: una è rigida l'altra ha la carcassa morbida, una è cicciona l'altra è persino più piccola una ha più grip davanti l'altra dietro. Non bastasse ciò esigono pure assetti diversi e cambiano leggermente la rapportatura finale. Un bel casino! Ma c'è pure da dire che recentemente è saltata la fornitura di Dunlop usate e le Pirelli costano meno.
Il Merlo assaggia le Diablo con un ritmo costante sul 2.03, non male alla prima uscita con queste gomme sul CBR. Purtoppo con le moto quando sei vicino nei tempi al tuo miglior giro già alla prima uscita senza tirare, non è detto le cose vadano meglio con poco sforzo, anzi. E poi non è detto che i passi nel set up siano, seppure brevi, nella direzione giusta.
Basta infatti tirare un po' di più che la moto si destabilizza, il posteriore pompa, l'anteriore allarga. Insomma i soliti problemi e colpa delle Dunlop evidentemente non era.

Tra un turno e l'altro il cazzegio è ai massimi livelli. Arriva una ragazza dell'agenzia che propone il servizio fotografico ai concorrenti
- Scusa tu sei?
- Ma come? Non mi riconosci? Ho fatto anche la 8 Ore di Suzuka!

E noi: - E' il Merlo! Lo conoscono tutti eh!
- Ah scusa non ti avevo riconosciuto! Rifaccio da capo.
Esce, rientra sotto il gazebo recitando:
- Ciao MAURIZIO! Come va?
- Mo qual Maurizio. FA-brizio. Dai rifalla ancora...

Porella.

Nella giornata di sabato le qualifiche non sono granchè: solo 2.02.7 con il carter motore che tocca l'asfalto. Il rischio caduta è vicino. Il pilota al limite del proprio materiale vede gli altri fare le curve mentre lui va largo con la moto sdraiata. Decide così di avvalersi del know-how della ditta produttrice del mono.
- Prova con la molla più morbida vedrai che vai bene
- L'ho già provata va peggio e poi questa me l'avevate fatta montare voi.
- Hai provato ad alzarla?
- Sì e non migliora.
- Allora abbassala
- Ma state tirando a indovinare?
- Ma tu cosa hai davanti?
- La forcella originale.
- Ah ecco perchè...
- Si vabbè ho capito...

Il mono viene restituito con setting completamente stravolto e nuovo olio e... va malissimo.

In realtà non hanno tutti i torti. Riflettendo col Merlo ci domandiamo se non sia arrivato il limite per queste sospensioni.
- In effetti fino a 2.05 va tutto bene e quando la moto è perfetta è perchè non stai andando al massimo. Ma a girare dal 2.03 in giù si muove tutto. Vedo gli altri far le curve senza problemi mentre io che vorrei farle veloci come loro mi trovo il posteriore che pompa e il davanti che allarga mentre sto toccando coi carter per terra!! Credevo fossero le gomme ma a 'sto punto mi sa che le gomme non c'entrano. Sul mono ho provato tutte le regolazioni, tutte le molle: più dure, più morbide, ma fa sempre uguale.

Meglio comunque montare le Dunlop delle quali almeno conosce meglio le reazioni e sa fino a che punto può spingersi.
Urge un intervento divino che si materializza nella presenza dopo il warm-up del mitico Nino venuto appositamente a risolvere tutto. Ramponi ha praticamente costruito questa moto ed è l'artefice del motore da oltre 290 km/h con pistoni e camme originali partendo da un propulsore con oltre 16.000 km!
In 5 minuti riporta il mono ai valori iniziali e sistema la forcella, con le altezze giuste per i Dunlop. L'intervento di Ramponi e le gomme conosciute riportano un po' di fiducia per la gara che si prospetta in salita: si parte dalla 20° piazzola.
E come potete ben capire... ci siamo giocati la Miss.




Abbiamo comunque il tempo di rilassarci e vedere un paio di gare dalla Casanova-Savelli. A un certo punto sale in tribuna un tipo con addosso la tuta di pelle... con 40 gradi! Siccome noi abbiamo la calamita per i tipi strambi, non faciamo in tempo a chiederci se il tipo è normale che questi si avvicina.
Si rivela essere quello che nella gara precedente ha scordolato all'uscita della Casanova-Savelli proprio davanti ai nostri occhi e infatti ci chiede:
- Ragazzi ho rischiato molto secondo voi?
Dieci secondi di espressioni stupite e poi attacca il Merlo:
- Ma... se non lo sai tu che eri sulla moto, dobbiamo saperlo noi??
Io invece preferisco prenderlo in giro direttamente:
- Eh dai avevi ancora tutto il tappettino sintetico, ce n'era ancora!
Martino invece serissimo chiede:
- Com'è il grip sul sintetico? Tiene? Puoi spalancarci il gas?
Il tizio inizialmente prova a rispondere ma poi riprende posto altrove.

Arriva il momento di entrare in griglia con gli attrezzi infilati nei jeans, i cavalletti in spalla e nemmeno un ombrello da pioggia. Ma Fabrizio NON è uno di quelli che cerca la concentrazione fissando l'orizzonte. Appena giunto sulla propria piazzola scende e... controlla la pressione delle gomme con ancora il casco chiuso!
Ovviamente per il solito motivo che deve fare sempre tutto lui.
In griglia ci sono un paio di posti vuoti nelle due file davanti. E' lì che vuole passare il Merlo con una superpartenza.
- Quella volta a Rijeka partivo 8° e ho fatto il primo giro in testa eh. Son bravo nelle partenze!
- Raccontala tutta...
- Si vabbè poi dopo mi han penalizzato per partenza anticipata.


La partenza è inverosimilmente eccezionale e Bicio guadagna diverse posizioni. Ma poi quelli che van più forte inesorabilmente ripassano davanti.
Rimane la sfida con un vicino di paddock anch'egli su CBR ma con motore completo HRC che costa solo lui più della moto e dei ricambi del Merlo. Ma l'"aranciona" tiene botta e nel misto Fabrizio potrebbe andare più forte ma in salita non ce n'è.
Comincia l'ultimo giro col CBR di Walter ancora davanti, dai Merlo dai! Purtroppo dal muretto non si vede un cazzo, la nuova stupenda tribuna (5 euro...) blocca la visuale e così ci tocca aspettare quel paio di minuti lunghissimi per rivedere le moto uscire dalla Bucine.
Vedo in lontananza una sagoma più grossa del normale... tipo un GSXR dell'88... quindi non può che essere lui, è davanti! Volata aggiudicata e un 13° posto che è sicuramente meglio di quello che ci aspettavamo e un best lap di 2.01.8. Insomma abbiam capito che per fare 58 bisogna cambiare qualcosa, a costo di portare la moto in Svezia.

Fabrizio Merlin desidera ringraziare tutti quelli che han partecipato a questa stagione 2011, in particolare Nino e Stefano Ramponi. Ma anche tutti quelli che han dato una mano, come i ragazzi del DNA, o quelli che han supportato in qualsiasi modo il pilota solitario come Martino e la Patti, Cave, i ragazzi del MotoClub Bielle Roventi e quelli del Pustazz.
Da parte mia ringrazio Bicio per il divertimento e Alessandro per i filmati che ho utilizzato. Scusate se non faccio un elenco nome per nome ma non vorrei far torto alcuno. Comunque bastano 20 euro per farsi inserire come protagonista...

Arrivederci al 2012!


P.S. ah dimenticavo la seconda parte della scommessa con la Miss.
Beh se non passava le selezioni di Miss Italia, autorizzava Fabrizio a farle il contorno occhi come un panda. Purtroppo non ce l'ha fatta e adesso il Merlo la rovina.
Poteva andar peggio di così?

P.P.S. rimanga tra noi, ma per me è partito prima.

martedì 30 agosto 2011

RISVEGLI



Ci son voluti più di 3 anni e le vittorie a raffica del 2011 per far capire anche ai paracarri che Stoner non cadeva per via di turbe mentali indotte da un altro pilota.
Ci son volute cadute e tempi imbarazzanti per far capire pure ai catadiottri dei paracarri di cui sopra che Valentino Rossi non è il figlio di Dio. Ma siamo sicuri che alla prima caduta di Stoner in gara e al primo piazzamento di Rossi degno della sua fama tutto tornerà come prima. Nel frattempo gustiamoci la lunga marcia a ginocchioni sui ceci della banda mediaset che dalla gara di Indianapolis comincia timidamente ad abbozzare quel che tutto il resto del mondo ha capito da un pezzo.

Apre le danze Carletto Pernat durante le qualifiche quando viene chiamato a sostituire Loris Reggiani ammettendo che "forse" Stoner con la Ducati cadeva per oggettive difficoltà nel guidare la moto italiana tutta d'un pezzo. E' una marcia indietro a metà perchè poi sottolinea come Rossi e Lorenzo siano molto più forti di testa. Beh non è che Lorenzo stia facendo gran sfoggio di questa solidità: errore nella simulazione di partenza a Laguna Seca, gomma sbagliata a Brno, confusione totale negli assetti a Indianapolis cui si aggiunge la caduta sul bagnato a Silverstone.
La verità è che tutti patiscono la pressione quando devono fare più del 100%. Casey l'ha fatto per anni, altri cominciano ora.
Purtroppo questa riflessione del manager ligure arriva quando al momento di difficoltà di Jorge si aggiunge la caduta di Rossi mentre si trova a 1" e 7 decimi dalla pole provvisoria. Lasciatemi aggiungere sale sulle ferite: un conto è cadere mentre lotti per pole o podio, un conto è cadere quando sei merdesimo. Le cadute di Rossi non sono come quelle di Stoner. L'italiano è in un pantano ben più vasto e non è nemmeno detto che sia al limite.

Ma la gara offre altri spunti interessanti, come ad esempio il fatto che negli Stati Uniti hanno 8.000 piste e poi si corre nell'unica fatta con il culo. La nuova asfaltatura in vetro di Murano pare poco idonea alle gomme di marmo della Bridgestone che per la seconda volta porta l'anteriore in spugna per chi ha problemi a mandare in temperature le altre mescole ricavate dal pieno. Le alternative sono quindi quella di scivolare dal primo all'ultimo giro o andare benissimo i primi 5 giri per poi fare un pit stop. A parte una Suzuki ci son in tutto 3 moto (Honda, Yamaha, Ducati) e han tutti sospensioni Ohlins. Possibile che il monogomma sia sempre così penalizzante per tutti?
I piloti per risolvere il problema adottano le soluzioni più disparate: Stoner sceglie il monoruota usando l'anteriore solo per frenare mentre Rossi prova a cercare scorciatoie venendo però bloccato da una pattuglia di vigili urbani dell'Indiana mentre prova a utilizzare l'ovale per ridurre il distacco. Lorenzo rivela di aver provato tutti gli assetti possibili, compreso quello di Edwards. E ma così Jorge te le vai proprio a cercare eh! Poi sceglie quello di Spies, ma si dimentica di tenere i gomiti ad angolo retto cui l'assetto è cotruito attorno.

Ma torniamo ai "risvegli" dei commentatori che per una volta (sarà sicuramente l'ultima) evitano le stronzate. Il contributo maggiore lo da sorprendentemente Lucchinelli che, impegnato com'è a fare corsi di guida in pista, è oramai abituato a non dire stronzate alla gente. Così lascia a casa il copione e dice ciò che da tempo aspettiamo di sentire:
- Stoner va forte. Sennò la Honda non sarebbe in testa al Mondiale
- Rossi non va. E prima o poi i cicli finiscono
- A Misano sarà la solita storia
- Non ha senso vedere piloti contenti di arrivare dietro
- Il pilota conta un bel po'
Unici appunti da parte mia: Ben Spies non era affatto contento perchè era l'unico che poteva lottare con Stoner e che gli giravano era evidente. Alla faccia di chi giudica sottotono la sua stagione: è un gran pilota e nelle piste che conosce bene fa vedere quanto vale (Brno, Assen, Indy). Secondo, io una menzione per Hayden la farei. Era la sua prima gara con la Gp11.1 ed è stato davanti a Rossi nei tempi di tutte le sessioni tranne le FP3. In gara finchè ha tenuto la gomma era in lotta col famoso "2° Gruppo" che rimane l'obbiettivo più umano per Rossi.
Insomma io qualche dubbio sull'impegno di Rossi vista la situazione lo farei.

Preso in contropiede da tante lucidità Cereghini sbarella brutalmente arrivando a confondersi persino sulla propria età: "Marco aveva 17 anni quando io ne avevo 41..." Ma quanti cazzo di anni ha Cereghini? Più di 80? Lucky è del '54, aveva 17 anni giusto 40 anni fa... quando Nico (che è del '48) ne aveva già 41?? Vabbè portarli male però...
Visto il clima da "evitiamo le stronzate" anche Bobbiese (che per l'occasione sfoggia una pettinatura in stile "elmetto nazista" di colore vagamente fosforescente) comincia a dire cose di un certo senso. Nell'infinita "querelle" su chi meriti di più (o di meno) una Honda ufficiale, rileva che "Dovizioso è SEMPRE arrivato davanti a Simoncelli". Cereghini rimanda tutto a puttane nuovamente dicendo che:
1. Simoncelli ha più talento.
2. La Ducati potrebbe fare un pensierino al Sic.
Mentre lo dice mi immagino il box Ducati 2012 simile a una di quelle feste sulla spiaggia che durano un intero week end tra cappellini bizzarri, zoccole in bikini, e qualche scemo che si butta vestito in piscina con la musica che fa "unz-unz" fino a ipnotizzare tutti.

Sulla misurazione del talento mi limito a ricordare che 2 gare fa Cereghini disse che "Simoncelli ha SICURAMENTE più talento di Lorenzo per essere al primo anno". A parte il fatto che il Sic è al 2° anno, Jorge debuttò con 3 pole consecutive, e fece: 2°-3°-VITTORIA le sue prime 3 gare in MotoGp. Concluse 4° in classifica con 1 vittoria e 4 altri piazzamenti a podio nonostante infortuni piuttosto seri. Al 2° anno contese il titolo a Rossi con 4 vittorie al una sfilza di piazzamenti importanti.
Simoncelli è fermo a un podio nella sua SECONDA stagione e per il resto non è mai andato oltre il 5° posto. In compenso cade pure. Dovizioso al contrario ha bevuto dal bottiglione 5 volte e non è mai arrivato peggio che 5° tranne quando si fermò a Jerez per problemi di gomme. Insomma dove arriva Simoncelli comincia Dovizioso.

Per fortuna Lucky non demorde. Che senso ha per Simoncelli mollare la miglior moto? Per la Ducati poi? Il fatto è che da 2 anni Cereghini è convinto che quella del Sic sia una moto clienti meno performante delle altre Honda e che la Casa giapponese lo stia trascurando. Per fortuna in Honda c'e' chi la pensa come lui: via Dovizioso e guai se si porta via la squadra che invece Simoncelli sarà obbligato ad adottare se vuole una moto ufficiale. Insomma 'sti poveri cristi della squadra di Dovizioso dove andranno a finire? Se a loro sta bene essere compensati con pane salame e cocomero al Team Merlin c'è posto!

Ma insomma cosa è successo a Lucchinelli? E' perchè gli sta sul cazzo Cereghini che si è messo a dire cose sensate? Sta già pensando al dopo Rossi quando non avrà più senso buttare tutto in caciara? Beh io vi posso rivelare che se non si parla di motomondiale, ma di moto è difficile non essere d'accordo con Marco. Usa termini coloriti e cerca sempre la battuta, ma stronzate, dal vivo, non gliene ho sentite dire.

Poi magari chissà che non si sia risvegliato al contatto con questi soggetti qui sotto. Noi non gli abbiamo detto nulla, è bastato toccarlo.






martedì 21 giugno 2011

IL MERLO SCHIVA ANCHE I SASSI (... la ghiaia non ancora)



- "No, nonno non sono caduto... è che quello davanti ha preso un sasso e io... ehm... io che ero subito dietro l'ho preso in pieno"
- "Ecco così impari a stare attaccato al culo!"
- "Ma era una gara! Mica posso stare a distanza di sicurezza!"


Così il Merlo racconta come si è ridotta la moto al nonno Kanemoto. Ma se l'è bevuta davvero? Un sasso che fa un danno del genere ti ammazza, come minimo.
"Mah la carena gliel'ho fatta vedere di sfuggita, poi ci vede poco..."
Ma andiamo con ordine nel raccontare come è andata la seconda wild card nella Premier Cup del solitario pilota ferrarese.

Comincia bene il Merlo che deve rinunciare alla serata di giovedì per testare numerose novità perchè il Ducato non va in moto. Ripiega sul solito stradone ma i test sono interrotti dall'ingresso della Safety Car... dei Carabinieri.
Tutto rimandato al venerdì con diversi componenti da verificare.
Le sospensioni che tanto l'avevano fatto tribolare sono state in parte ripristinate: il mono è ok, la forcella è ancora da sistemare ed è sostituita da una FG che perde olio, cosa che fa rispolverare l'adagio del nonno "se l'han venduta ci sarà un motivo".
Nuovi anche i freni con un bel paio di dischi Brembo al posto degli originali che erano finiti. La cosa lo costringe ad abbandonare le pastiglie "di recupero" e ad acquistare "Le prime pastiglie nuove della mia vita!". In prestito invece è il cambio elettronico perchè quello del Merlo è ancora in riparazione. Almeno questo funziona.
C'e' anche un telaietto di ricambio per la carena e un radiatore supplementare, ma sulle trattative è meglio glissare o la Safety Car ci viene a trovare a casa.

Ma tutte queste novità non è che rendano Merlin molto più tranquillo: "Ogni volta ho 6.000 cose da provare che non so neanche se funzionano!". Il primo turno infatti viene speso per rodare i freni. Per l'occasione viene tirata fuori una gomma "a perdere":
- "Questa è una gomma da qualifica del 2008. Tanto devo solo far le frenate..." E infatti ogni 2 giri deve rientrare con la gomma fumante. Nel furgone però ci son già le gomme per l'intero week-end offerte dal nonno sponsor.
E' quindi la volta di cominciare a provare sul serio con gomma davanti vecchia e dietro una nuova mescola portata dalla Dunlop. L'asfalto nuovo del Mugello è infatti parecchio aggressivo con le gomme. Non è ancora stato gommato per bene, tiene tanto ma molla tutto in una volta. Sin dal venerdì le cadute sono numerose.

Il Merlo oltre alla gomma nuova deve scegliere tra due rapportature finali che differiscono di un solo dente di corona: "Ci vorrebbe mezzo dente" ma in realtà il più lungo va molto meglio. Consente di sfruttare tutto il motore senza andare a limitatore e le marce son giuste anche nelle curve. Il vero problema è il passo della moto: con la corona più piccola la ruota viene arretrata troppo.
- Meno male che ho portato il flessibile!
- Per far cosa?
- Per tagliare la catena. Con cosa la tagli la catena? Col flessibile, mica con il coltello. A proposito ho ancora il tuo dell'altra volta, però c'e' un problema.
- Quale?
- Ho dimenticato il salame a casa. Era anche buono...


Ma ecco che mentre prova la moto "corta" entra forte alla Bucine, perde l'anteriore, scivola mentre la moto scivola più forte di lui, tocca la ghiaia, decolla, fa un salto carpiato a un metro e mezzo d'altezza e ricade sul cupolino. Disastro.
Vado a prenderlo all'uscita del carro attrezzi, nessuna ferita, solo una abrasione alla mano, ma dallo sguardo il male è soprattutto dentro.



- Son stato un idiota. 1000 cose da provare e poi lascio su una gomma finita. Col furgone pieno di gomme!!
E adesso chi lo racconta al nonno che le gomme le ha pure pagate? Vabbè si guarda avanti e soprattutto si guardano i danni. Carena da buttare, qualche staffa piegata, il cambio elettronico con l'interruttore andato, la staffa dell'ammortizzatore di sterzo e poi varie cose qua e là da rivedere con la moto smontata, come l'allineamento degli steli e delle piastre.

Ovviamente in certi momenti la battuta per far morale si può fare ma con moderazione, l'incazzatura è ancora viva. E poi il Merlo non è uno che va a darsi una lavata mentre i meccanici smadonnano per lui. E' lui che smadonna in primis, ci mette i pezzi, i soldi e pure la manodopera. Mentre io taccio rispettoso del pilota qualcuno incautamente prova a forzare il normale decorso di sbollitura:

- Ma dai è una cazzata! Si ripara eh! Basta un po' di nastro. Sai quante ne ho sistemate di messe peggio?
- Ascolta -spiega il Merlo con la calma tipica di chi si sta per incazzare- se sei capace di riparare quella carena faccio un reality sui carrozzieri con te protagonista.

Passata l'incazzatura ci rechiamo allo stand di un noto produttore di carene che però in magazzino non ha il modello per il CBR 1000.
- "Non ci posso credere! Non hanno la carena di una Honda!! E sì che ce ne sono qui. Allora son tutti inculati se cadono. Ma nemmeno avessi un Benelli Tornado"
Inizia così il giro di amici e conoscenti e si ringrazia il vincitore della gara scorsa Di Giannicola che molto gentilmente presta una carena di ricambio del proprio CBR. - "Che culo! Ci sono le stelle disegnate anche qui!"

Fatto fuori l'improbabile aiutante, il Merlo sistema la moto nottetempo e anche qui si ringrazia l'aiuto di ragazzi impegnati per altri team che generosamente hanno aiutato il Merlo per davvero e non solo a parole. Ma il grosso del lavoro è più lungo che complicato e il nostro va finalmente a lavarsi le mani alle ... 4.15!
Non può nemmeno alzarsi tardi perchè tra una cosa e l'altra e a causa dell'incidente non abbiamo mai portato la moto alle verifiche.

La qualifica non è granchè ma le condizioni della pista non invitavano a correre altri rischi. Ci scappa un 2.05 che ovviamente è lontano dalle sue possibilità.
Perchè è la gara il suo vero campo di battaglia... nel vero senso della parola! Dopo una buona partenza qualcuno lo manda a girare alla San Donato fuori provincia e si ritrova praticamente penultimo. La rimonta è condizionata da continue cadute, anche vicino al nostro, fino all'interruzione per il brutto incidente di Torello a 2 giri dalla fine.

Vabbè non è andata benissimo, ma poteva sicuramente andare peggio. Le carene a Di Giannicola (caduto pure lui)non vengono riconsegnate proprio perfette (il Merlo le ha bucate grattadole) ma se non altro ora il ritmo è pressochè costante sul 2.01/2.02che, con una forcella che piscia olio e che probabilmente andando a pacco ha causato la caduta del venerdì, è davvero grasso che cola. Certo ci deludono di più i fenomeni che dicono di girare in 1.58 in mezzo al traffico nelle libere quando nessuno li vede e poi davanti a tutti i 2.01 li vedono col binocolo. Sarà che non li abbiamo visti noi, ci può stare.

Appuntamento all'ultimo week-end di agosto se accettano l'ennesima wild card del Merlo. Speriamo di sì perchè si punta decisamente a gira in 58!

"Eh sì qua tutti parlano dei 58 come se fossero noccioline!"

lunedì 18 aprile 2011

IL MERLO NON FA ME (solo per ora eh!)



Ed eccoci di ritorno anche per questa stagione nel fantasmagorico mondo del motociclismo amatorial-oral-dilettantistico. Dove le pezze al culo son piu' consumate degli sliders, dove a grandi sacrifici corrispondono piccole soddisfazioni (quando ci sono...) ma dove l'importante e' divertirsi, stare in baracca e raccontarsi cazzate che, in un gruppo di motociclisti, fioccano sempre copiose.

In coda a Superbike, MotoGp e CIV comincia anche la stagione del "Merlo", uno degli ultimi baluardi del motociclismo "fai da te", dopo un inverno ricco di novita'.
Quest'anno infatti Merlin non ha badato a spese (nel senso che proprio non sa cosa sta spendendo...) per aumentare le prestazioni della propria CBR 1000.
All'inizio doveva solo "fare la testa", poi ha prudentemente scelto di cambiare i pistoni che han piu' km di un GS tedesco. Quindi e' stato bilanciato l'albero motore e aggiunto un paio di gadget che tutti avevano tranne lui: cambio elettronico e frizione anti-saltellamento.

Peccato che a tanto ben di Dio non sia corrisposto granche' di test. Vuoi per il meteo (e' inseguito da una perturbazione tipo Fantozzi) , vuoi perche' quei pochi giri che ha fatto gli han mostrato solo che c'era un enorme problema elettrico/elettronico.
Ma il nostro non si arrende e dopo varie rimappature prova la moto alla maniera di Joey Dunlop: su uno stradone. E scopre che la causa potrebbe essere un cablaggio del cambio elettonico. Che culo!

Oltretutto quest'anno partecipa alla Premier Cup il cui livello e' un po' piu' altino. Basti pensare che il venerdi' e sabato girano pure quelli del Mondiale Moto2 con Corti che svernicia il nostro a velocita' smodata.



Lo vado a trovare il venerdi' in tarda mattinata, mi dice che tanto c'e' poco da fare il primo giorno, l'importante e' che mi ricordi di portare un attrezzo di alta precisione che nella fretta ha dimenticato: il coltello per tagliare il salame... ottimo tralaltro. Come al solito la francescana postazione del Merlo e' in una delle zone riservate ai peones del paddock.
Il clima e' pessimo, la moto e' una incognita, nemmeno si sa come andra', Fabrizio e' un po' agitato mentre tutto vestito toglie coperte e cavalletti quand'ecco s'avvicina uno sconosciuto:

- Senti maaaaaaaa... Che olio usi nella forcella?
- Eh? Boh!
- Ma e' molto piu' denso? Ma le molle son di serie?


Il Merlo si ferma un attimo. Lo vedo attraverso il casco che sta per diventare una pentola a pressione.

- Guarda non lo so. Fa tutto il meccanico. Non so nemmeno se c'e' dell'olio nella forcella! Poi si rivolge a me: "Ma pensa se quando uno sta partendo per un turno lo devi fermare per chiedere 'ste cazzate! Poi dicono che i piloti delle volte son scortesi!"

Le prove libere sono condizionate da pista umida e pioggerella a intermittenza. Tira un ventaccio che prova a portarci via il gazebo. Tocca fermarlo a terra con un paio di "parker" piantate nell'asfalto. La nuvola di Fantozzi lo segue come un'ombra: il sole fa capolino solo prima e dopo i suoi turni. In compenso la moto va da schifo. "Va dove pare a lei. Non c'e' nemmeno una logica: non sta in strada, allarga, e' pesante e impenna dappertutto!"
Quindi comincia a bombardare l'esperto Stefano di telefonate ed sms per 2 giorni. La sera la passa a smontare e rimontare. Del resto l'alternativa e' il solito letto giapponese all'interno del furgone.
A proposito, e' "nuovo" pure questo. Quello vecchio si e' suicidato rimanendo col cambio rotto... in retromarcia. Il sostituto e' sempre un Ducato, sempre coibentato (!!) ma di un bel "rosso Bartolini". Un po' a chiazze pero'. Il Merlo l'ha lucidato di notte (...).

La domenica i problemi non sono stati risolti. Il warm up e' una schifezza. Gira in tempi che gli ho visto fare in mezzo ai piloti delle prove libere (i fermoni come me per intenderci), con gomme ridotte a scaglie. Il gazebo si popola di amici e conoscenti. Ognuno dice la sua. Il Merlo sempre piu' confuso fissa i registri della forcella in cerca di una risposta.



- Allora faccio un giro da tutto aperto.
- Eh ma cosi' e' uguale a prima.
- Perche'?
- Prima era 2 giri da tutto chiuso, son tre in tutto.
- Allora gli do mezzo. Cosi' e' mezzo?
- No cosi' e' un quarto.
- Allora (sospiro) lo riapro ancora tutto e riconto.
- Ma perche' cambi il precarico?
- Ma di cosa stavamo parlando?
- Dell'estensione!
- Mapporc...


Immaginatevi un intero pomeriggio cosi' con la gara alle 17.20! Pero' una cosa l'abbiamo capita: 10 litri + riserva bastano e avanzano per fare la gara. Anche se pochi secondi prima qualcuno avanza il sospetto: "Mmmm basteranno?"E un si apre un immenso cratere che ci inghiotte tutti quanti.



L'impressione che comunque sia vada tutto in vacca rende un po' piu' rilassato il Merlo. Io mi porto gli attrezzi per fare le ultime regolazioni da quel che sente nel giro di schieramento, ma Bicio non vuol cambiare nulla: la sua attenzione e' tutta presa dalle ombrelline della Premier Cup che passano per la griglia. Notare che tutti e 3 (da sinistra a destra: il Merlo, io e Martino) siamo girati nella stessa direzione. A titolo di cronaca quelle del Bridgestone Challenge erano molto piu' gnocche.

Il Merlo parte benissimo ma rimane intruppato comunque alla prima curva. Del resto partendo 19° non e' che potesse far miracoli.
In gara saran le regolazioni casuali, sara la foga della gara, ma sta di fatto che il CBR arancione ora gira in 2.03 di passo con un paio di 2.02 dopo un week-end passato sul 2.06. Fabrizio e' infatti in lotta con altri 3 piloti fra la sedicesima e diciannovesima posizione. In alcune curve e' molto piu' veloce, come alla Bucine dove tenta improbabili sorpassi all'esterno. Il motore ora e' a livello degli avversari almeno in accelerazione.
Conclude piu' o meno dove era partito, soddisfazione poca, fatica tanta. Pero' nella bagarre pare si sia divertito. i tempi infatti son migliorati per quello. La moto, mi dice, fa sempre quel che le pare.

Meglio non dirlo a Nonno Merlin che, nella sua irraggiungibile saggezza gia' l'aveva avvertito:
"Se quella moto li' l'han venduta ci sara' un motivo!!"
Mitico.

sabato 2 ottobre 2010

MERLO 10 E LODE



E chiudiamo la nostra avventura nella blogosfera dedicando l'ultimo post all'ultimo dei piloti fai da te che qualche post fa vi abbiamo fatto conoscere: "il Merlo", al secolo Fabrizio Merlin.
Per chi non avesse letto il post "Local (anti) hero" poco piu' sotto, vi consiglio di leggerlo cosi' tutto avra' un senso... ammesso che cio' che fa il Merlo abbia un senso ovviamente.

UN WEEKEND BRENSO
Stavolta la macchina organizzativa del Team Merlin ha fatto tesoro dell'esperienza del Trofeo Ghiselli di alcune settimane prima e si ripropone in questo Trofeo Vivaldi. Il Merlo e' infatti... solo come un cane, senza meccanico impegnato altrove e senza frigo (si e' rotto: aveva 2.000 anni).
Per fortuna si conta sull'amicizia, la solidarieta' e l'elemosina. Ringraziamo infatti Alessia Falzoni, pilotessa in gamba che poco tempo fa ha sfiorato la vittoria a Vallelunga cadendo nel giro conclusivo mentre era in testa. Peccato, son di quelle cose che possono dare un'iniezione di fiducia per andare avanti. Dicevamo che si ringrazia Alessia che col suo camper, un po' di pasta e qualche the caldo ha tenuto in piedi il Merlo che per tre giorni ha dormito su un letto giapponese (ovvero una coperta sul pavimento) all'interno del suo Ducato coibentato.

Io arrivo il venerdi' mattina dopo essermi bevuto diversi litri di nebbia. Fabrizio non vede l'ora di mostrarmi le ultime novita' tecniche.
Per questa gara infatti di nuovo c'e'... beh... ehm... insomma... un cazzo praticamente. C'e' una corona che accorcia la rapportatura finale per uscire meglio dalle curve, le nuove valvole degli pneumatici di colore azzurro (e quelli della Dunlop scopriranno quanto ci tiene a ogni cambio gomme...) e qualche modifica all'abbigliamento in caso di gara bagnata.
Mi mostra infatti orgoglioso la "tuta da pioggia" che altro non e' che una tuta vecchiotta con doppie saponette tenute insieme da viti parker e fasciate con diversi passaggi di nastro americano; quello grigio che ripara tutto, dalle carene agli shuttle.
La chicca e' pero' il trattamento impermeabilizzante
- "Senti come scivola!"
- "Non e' scivolosa, e' unta che cazzo ci hai messo?"
- "La pancetta!"
- "Come la pancetta!! Ma non lo sai che ci sono dei prodotti apposta? E poi al limite mettevi un sopratuta in nylon."
- "Eh quella e' roba per fighette. Non si usano al Tourist Trophy. Per quei prodotti, beh mi informero'. Magari se trovo chiuso il macellaio."

Speriamo invece non esca il sole senno' tutti i cani di Scarperia lo inseguiranno.

Arriva Alessia, decisamente piu' professionale e' accompagnata da Davide, il suo meccanico, ex Mondiale SBK e MotoGp. E' paradossale parlare con lui dei metodi di lavoro dei professionisti e poi voltarsi e vedere il Merlo che pulisce la moto con lo straccio. La Falzoni, che indossa un casco verniciato da Fabrizio mi chiede il perche' abbia scritto un articolo su di lui. Non l'ha mai visto all'opera in un weekend di gare, poi capira' il perche'.

QUELLA VOLTA A SUZUKA...

Il sabato arriva invece un altro amico del Merlo, Martino con la sua compagna. Il suo ruolo e' piu' o meno il mio: evitare che il pilota si lasci andare al troppo risparmio e non ecceda nell'eroismo. Fabrizio ottiene il suo miglior tempo con la velocita' piu' bassa dell'intera classe. Incuriosito chiedo se i rapporti non siano troppo corti.
- "No no, van bene. E' che credevo di essere in sesta e invece ho fatto mezzo rettilineo in quinta a limitatore!" E ha fatto 2.03...

Purtroppo la giornata dedicata alle qualifiche soffre un clima incerto e temporali a intermittenza.
In un angolo del gazebo (in prestito) ci sono due gomme "rain" che pero' sono le uniche che ha e van bene solo con asfalto veramente bagnato. Per tutto il resto ci son quelle da asciutto. Cosi' si rinuncia alla seconda sessione e si prende una pausa come la maggior parte del paddock.
Molti sono i curiosi che si avvicinano al CBR dall'aspetto professionale, cosi' il Merlo inventa di sana pianta aneddoti per stupire gli astanti esordendo cosi':
- "Mi ricordo quella volta che correvo a Suzuka per il Trofeo Ghiselli..." o altre improbabili partecipazioni al TT.

Martino, in qualita' di (persona) responsabile dei carburanti lotta a lungo per togliere benzina. Fabrizio dopo 8.000.000 di calcoli va sempre a finire che riempie il serbatoio fino all'orlo. Lo fa pure nelle prove libere col solito rituale:
- "Ma l'ho messa la benzina? Dai ne aggiungo un altro po'. Sara' abbastanza? Ne metto ancora. Ah poi c'e' il giro di lancio e quello di rientro, meglio metterne ancora. E se poi in riserva non pesca bene?"
Alla fine il risultato e' sempre il serbatoio straripante. Martino vuole togliere almeno 5 litri, il pilota al massimo un paio, si arriva a 3.5 litri di compromesso... compresi quelli che ingurgita il Merlo nel travaso.

Comunque nonostante i pochi giri riesce a capire cosa va fatto nella moto che scivola un po' dietro. A parte che con la gomma finita e' un miracolo se sta in piedi, il Merlo decide di rivoluzionare l'assetto in nottata... al telefono con l'amico tecnico Stefano che noi immaginiamo dia le misure tirando i dadi pur di andare a letto a un'ora ragionevole.

IL SEGRETO E' NEI DETTAGLI

La domenica mattina, considerando l'assenza del warm-up, tutto dovrebbe essere ok.
Infatti ci sono le gomme da buttare, la batteria scarica e le pastiglie freno da sostituire. Il Merlo dice che "allungano un pochino" che tradotto significa che non frenano affatto.
Tira fuori cosi' un anonimo scatolotto di cartone dalla dubbia provenienza. Di certo non viene dal Giappone e dalla HRC. Dentro ci sono un po' di pastiglie usate, roba che si farebbe fatica a mettere sulla moto per andare a spasso, figurarsi per fare addirittura una gara.
- "Mmmm... queste non sono malvage, queste son un po' cristallizzate. Queste invece son peggio di quelle che ho su..." E cosi' via.
Decide cosi' di montare due coppie provenienti da due diverse partite e quindi da due moto diverse. Ma freneranno?
- "Se frenano meglio lo scopriamo subito"
- "E se non frenano?"
- "Anche!"


Chiedo se posso dargli una mano sapendo gia' la risposta:
- "No no no no no no!" mi ordina gentilmente. Tanto lo sapevo. Mica voglio fare la fine di quel signore che ad Adria si era sentito in diritto di provare a smontare la carena per il solo fatto di aver prestato una banale chiave a brugola.
- "Tenga la sua chiave" lo aveva liquidato in dialetto, "che sulla mia moto ci metto le mani solo io".
Intanto da Ferrara arrivano altri amici tra cui Alessandro autore dei due filmati di questi post e Davide del Pustazz che si commuove ogni volta che vede un CBR come quello che aveva prima di un brutto incidente.

Sistemate le pastiglie c'e' da fare la cosa che dara' la svolta alla gara. Il Merlo mi da la paternita' dell'idea ma in realta' e' Martino che, scrutando il cielo, suggerisce di smontare la gomma rain dal cerchio di scorta e buttare su una gomma nuova di zecca.
- "Ma no dai, va bene quella. Ha solo 6 giri".
Gia'. Allora tocca a me l'arringa che lo convincera'. Gli spiego che se le gomme durano 10 giri (cioe' la lunghezza della gara) prima di scadere di rendimento, con quella e' come se corresse con una gomma gia' finita.
- "Tanto parti sempre di merda, poi ti fai 3-4 giri nel mucchio e ora che ti liberi la gomma non ne puo' piu'. Pensa invece avere una bella gomma nuova nuova e tirare come un dannato dall'inizio alla fine senza preoccuparti della tenuta. Ma vuoi mettere?"
Si palpa la tasca dietro i pantaloni.
- "Dai non fare il tirchio!" fa Martino
- "Non e' per essere tirchi, e' essere in bolletta" replico io
- "Ma si' va la', mi e' rimasto qualcosa. Andiamo da Joey Dunlop"
come dice ogni volta che andiamo dai gommisti ai quali interrompiamo la pausa pranzo.
Incredibile ma dopo 3 giorni ci riduciamo a mettere su una gomma poco prima che sia ora di prepararsi alla corsa. E abbiamo anche culo che ne sia rimasta una.

LA PIAZZOLA DELLA PACE

In tutta fretta montiamo il gommone nuovo con Fabrizio che ricorda che il padre in decenni di corse non ne ha mai sfoggiata una nuova. Per stavolta mettiamo da parte l'eroismo e proviamo a combinare qualcosa di meglio della volta passata.
Qualcuno sosteneva infatti che le gomme da Moto2 erano state usate a mo' di alibi dal Merlo e quindi adesso non ci sono scuse: bisogna martellare sul 2.02, ma l'obiettivo e' il 2.01.

Ma c'e' anche bisogno di qualcuno col pass che lo accompagni in pista. Io porgo il mio pass pensando ci sia qualcuno piu' qualificato di me nell'incastrare le termocoperte nella catena.
- "No no, tienilo te. Entrate tu e Martino"
Con un entusiasmo non proprio spontaneo rispondiamo quasi in coro
- "Ma chiiii? Noi?!?!"
Dai dai dobbiamo entrare. Un nervosissimo Merlo cerca disperatamente qualcosa da bere in griglia e troviamo un bottiglietta d'acqua usata, poi vuole qualcosa di dolce e allora "rumiamo" in uno scatolone trovando l'ultimo succhino di frutta prezioso come l'oro.

Una volta raggiunta l'agognata piazzola si fa piu' tranquillo e non ha piu' sete. Il colpo d'occhio e' notevole:
- moto Honda arancio
- tuta Suzuki color senape
- ombrello blu della Yamaha R6 Cup
Non c'e' che dire siamo proprio coordinatissimi!
La sua unica preoccupazione e' sapere dove metto la bottiglietta
- "La incastro qua nella moto cosi' se ti viene sete..."
Martino invece chiede
- "Ti piaccio come ombrellina?"
- "Beh ne ho viste di meglio, comunque un'ombrellina cosi' non ce l'ha nessuno. A proposito hai visto chi c'e' qua di fianco? C'e' quello col Suzuki dell'altra volta. Pero' stavolta lo frego perche'ragazzi: l'importante e' partire bene!"

E dal filmato potete vedere come e' partito. Si poteva far peggio solo spegnendo la moto.

L'INCENTIVO DELLA BAGARRE
Ma il Merlo nella lotta ravvicinata si esalta e tira fuori il meglio di se. Dopo aver fatto fuori un paio di avversari comincia a spingere girando in 2.02. Mai stato cosi' veloce al Mugello e ariva persino l'agognato 2.01.
Sappiamo che non guarda mai il cronometro e cosi' ci sbracciamo disegnando improbabili ombre cinesi dal muretto box mentre dalla terrazza ci dicono cosa accade nel resto del circuito.
Il Merlo ovviamente non ci caga: si sta giocando il 9° posto col solito Lorenzoni e il suo Suzuki. Ma tra i due litiganti gode il terzo in sella a una R1.

Gli corro incontro al parco chiuso
- "Decimo!!"
- "Decimo cosa sarebbe? Penultimo? Terzultimo?"
dice ridendo e questo la dice lunga su quanto gliene freghi del piazzamento.
Bello poi che il rivale si vada a complimentare subito col Merlo appena sceso dal GSXR. Se l'erano promessa sin dal briefing la rivincita. Ma la soddisfazione e' comunque tanta: per la compagnia, per la gara mai solitaria e perche' no, anche perche' stavolta gli diamo una mano a caricare il furgone. Non fosse altro per vederlo esibirsi nel salto al volo sulla rampa. Numero degno di Holer Togni che per fortuna finisce anche stavolta senza il botto in fondo al Ducato.

E ora tutti a casa non prima di una sosta a mangiare un panino con lardo e pecorino, cosa che mi mette in guai seri con la moglie alla quale diro' piuttosto scocciato:
- "Cosa credi che mi sia divertito?"
Si' e anche un bel po'.

Fabrizio Merlin desidera dedicare il bel week end di gara al padre scomparso: l'indimenticabile Severino.
Siamo certi si sarebbe divertito da matti anche lui oltre ad essere orgoglioso di un figlio cosi'.

mercoledì 8 settembre 2010

LOCAL (ANTI) HERO




In molti, sempre piu' spesso ci chiedono per chi facciamo il tifo noi di Gigler.
E' evidente che non siamo iscritti al fan club di Rossi, o del suo sosia Lorenzo. Ma nemmeno siamo "biaggisti" in cerca di rivalsa, o neo-tifosi dei giovani Stoner e Pedrosa che pur rispettiamo. Noi tifiamo per Fabrizio.
Ma chi? Michel?!
No. Merlin. Fabrizio Merlin.
E chi cazzo e' direte voi. Un minuto (anzi 2.37) e ve lo raccontiamo. Intanto beccatevi un video curato da nostro "cino-operatore" Alino74:



Tifiamo per Merlin, comunemente detto "il Merlo" prima di tutto perche' e' un amico e poi perche' magari inconsciamente rappresenta un motociclismo in via di estinzione. Fatto di pochi mezzi e tanta voglia di correre, di pochi soldi ma piccole grandi soddisfazioni. Senza l'ansia del risultato a tutti i costi ma costi da tenere sotto controllo.
Infine anche per un altro motivo, non meno importante: ci fa sempre pisciare sotto dal ridere. E non e' poco. Sempre con la battuta pronta e il sorriso stampato anche quando la discussione si fa pesante e volano i "vaffanculo" il Merlo ti allieta la serata fra una Sprite e un aneddoto delle centinaia che ha da raccontare.
Tanto per dirne uno, sulla Raticosa incontra un "Pavone" che si vanta di aver fatto i "riccioli" nelle gomme tipici della pista, salendo il Passo.
Tra i sospiri di ammirazione e i silenzi imbarazzati di chi ha qualche dubbio si leva la sua voce:
- "Ti pago 2 gomme nuove se riesci a farli su strada. Le gomme te le compro davvero ma tu poi mi fai su e' giu' fino a sera e vediamo se saltano fuori i riccioli!!"
Il Merlo e' cosi'. Con lui le chiacchiere stanno a zero. Ti smerda in un nanosecondo.

Figlio di una leggenda del motociclismo Estense, il Merlo ha intrapreso la strada del padre, quella di fare qualche gara invece di vuote chiacchere.
In un mondo dove i parolai sono la maggioranza, lui preferisce portarsi in tasca i tempi dell'ultima sessione di prove. E anche qui c'e' da fare un distinguo grande come un camion.
Mentre in tanti "kittano" le loro moto con costosi accessori per andare un paio di volte l'anno in pista o per portare a spasso le gomme e le saponette grattugiate una sola volta, Merlin va a girare con lo scopo di migliorare i propri tempi, di imparare a essere il piu' veloce possibile senza caricare sulla moto colpe e meriti.
Non gira a vuoto insomma e "sente" la gara come una possibilita' di migliorarsi seguendo i piu' bravi.
E pure qui i piu' veloci non sono mai criticati con invidia per cio' che hanno, ma ammirati come esempi da seguire, miraggi da raggiungere. Senza fretta, senza diventarci matto. Anche perche' l'eta' da ragazzino in carriera l'ha passata da un pezzo.
E' insomma l'antitesi del motociclista da bar. E infatti l'ho conosciuto... in un pub. Questo



Al "Pustazz" di Davide oltre a mangiar bene c'e' sempre qualcosa di interessante da vedere e di cui parlare. Tra un video del Tourist Trophy e una vecchia gara della 500 origlio un avventore parlare di tempi in pista. E' reduce da una sessione a Rijeka dove pero' la gara non ha avuto luogo per via del maltempo. Gira con una vecchia Suzuki GSXR 1000 praticamente stradale. Pero' pare abbastanza contento che davanti ci siano solo delle Superbike. Mi chiedo allora quante siano se corre con una moto di serie! Ha l'OTTAVO tempo su una quarantina di partecipanti. E scatta il mio bestemmione di stupore (chi mi conosce sa qual'e').
Nel tempo che trascorre per il rinvio della gara passa a una Honda CBR 1000 che prepara in tutta fretta all'evento. Il risultato e' da leccarsi i baffi: dopo un primo giro in testa finisce 4°. Ma siccome il Merlo deve sempre avere una sfiga viene retrocesso per partenza anticipata.

Ora voi penserete che questo CBR sia un concentrato di pezzi aftermarket da far invidia a Ten Kate; niente di piu' sbagliato. Nonostante la grafica da Generale Lee di Hazzard, la moto ha giusto quelle due o tre cazzate che si fanno su ogni moto da pista, anzi forse ne manca qualcuna. Dietro c'e' un "mono" professionale, ma davanti la moto e' di serie. I cerchi sono i suoi, la forcella completamente originale a eccezione dell'olio, l'unica modifica ai freni e' una pompa radiale Brembo, ma persino le pastiglie sono originali perche' lui si trova bene con quelle.
Ed e' una fortuna perche' puo' raccattarle su e giu' per il paddock da quelli che le sostituiscono. A ogni giornata in pista ne trova qualcuna e ha una discreta scorta.
Ma il bello e' che questa moto piu' "Stock" di una "SuperStock"... corre nella "Open" dove si puo' cambiare di tutto!!

Perche' il Merlo e' uno che si arrangia in ogni cosa. Si vernicia le carene e il casco in casa e li realizza per altri racimolando soldi che poi spende sostanzialmente in turni e gomme. Anche solo per mettere la moto nel furgone e' difficile chieda una mano. Si fionda su per la rampa seduto di fianco e salta dentro al volo.
Gli chiediamo:
- "Ma non e' pericoloso cosi'?!"
- "In effetti ho gia' fatto fuori un paio di furgoni..."


Si prepara cosi' al Trofeo Ghiselli del video in apertura. Il week-end comincia male perche' le sue gomme preferite non sono disponibili e deve ripiegare su quelle da Moto2 che costano pure un botto e mal si sposano coi settaggi del suo CBR. Ma il Merlo non molla. confida sull'effetto trainante della gara che e' ad orari scolastici: 9:30!!
Dopo piu' notti passate in furgone (ma al meccanico "Cave" va peggio perche' e' sotto il gazebo... in prestito) il Merlo si butta nella mischia.
Dalla Casanova-Savelli lo vediamo alle prese con un Suzuki (ironia della sorte) che fa traiettorie fin troppo difensive.
So i tempi che puo' fare e si capisce che gli fa da tappo. Lo attacca alla "Bucine", lo passa lo passa, ma sul dritto il GSXR se ne va. Porca troia.
Ritenta. Alla "Arrabbiata 1" il Suzuki e' alla canna del gas: stringe e allarga ma non va veloce, il Merlo ci riprova alla "Bucine" con un tocco di classe, ovvero una pacca nella carena e se ne va.

Ora gira un secondo e mezzo piu' veloce, speriamo nella rimonta impossibile, dai Merlo dai, ma verso la fine i tempi si rialzano, qualcosa non va e il Suzuki rimonta e lo beffa in uscita dall'ultima curva. Peccato! Ma e' gia' ora di corrergli incontro, anche se, vedendoci (non lo sapeva che c'eravamo) ci corre incontro lui.
Ci racconta che ha chiesto cosa avesse fatto al motore del Suzuki, cosi' per curiosita', ma il tipo gli ha risposto che e' originale.

- Ecco e' sempre cosi'. Gli chiedi una cosa e loro han sempre il motore originale. IO ce l'ho originale, ma cosa credono che sia il piu' coglione??
- Si ma anche te Merlo hai ancora la tuta con le scritte Suzuki, vuoi che ti prendano sul serio?



Il "debriefing" e' tutta una risata. Non c'e' verso di fargli cambiare qualcosa nella moto che verso la fine aveva la forcella esausta.
- "Ma no dai va bene cosi', al massimo gli faccio sistemare un po' l'interno degli steli..."
Del resto lui e' contento perche' ha grattato le carene ovunque. Ma non smette di imprecare per il prezzo delle gomme.
Mentre altri ingurgitano pastiglioni e tracannano bibitoni energetici lui si consola con una bella anguria e la solita Sprite.
Il tempo di guardare un'altra gara assieme e poi e' tempo di "far su le canne". Ma l'ultima volta mi ha fregato: s'e' messo a far delle chiacchiere e ho messo a posto tutto io, stavolta scappo!!

Cosa e' arrivato alla fine? Beh non ci importa, davvero.
Per noi il Merlo e' sempre il Numero Uno.

Alla prossima!