venerdì 3 giugno 2011

LA MISURA FA SENSO

Alcuni mi chiedono di scrivere qualcosa a proposito degli ultimi non-avvenimenti della MotoGp. Le chiacchiere insomma che da due settimane tengono banco più del cambio della Honda, dei telai Ducati ma soprattutto della forcella del Merlo che perde olio.

In realtà affronto l'argomento con riluttanza in quanto me ne frega il giusto. Cioè niente. Non credo che il contatto fra Pedrosa e Simoncelli meriti tanto accanimento. Non c'è premeditazione, la punizione è stata a mio avviso sacrosanta ma giustamente non esagerata (roba tipo squalifiche per uno o più Gp). Il "colpevole" mi sembra sinceramente dispiaciuto, la "vittima" non ha fatto grosse polemiche e non ha il potere di imbavagliare il suo team manager Puig. Eppure.
Eppure si sta portando avanti questa storia ben oltre i confini in cui doveva restare. Mi riferisco in particolare alla convocazione del Sic da parte della direzione gara... del Gp successivo. Ma che c'entra? Voglio dire, non l'han convocato a LeMans e lo convocano ora?

Ma forse non c'è da sorprendersi. A qualcuno evidentemente interessa far casino. Mi ritrovo quindi un po' basito (come diceva sempre un mio amico) a commentare delle cose che non dovrebbero esistere. Si è cominciato con le lamentele di Lorenzo sul comportamento in pista di Simoncelli che poi in MotoGp non aveva fatto ancora nulla. Potrei capire se Jorge facesse una conferenza stampa adesso come quella, ma al tempo che senso aveva?
E non capisco anche tutti questi giornalisti che puntano l'indice su tutti i sorpassi "non a norma", proprio loro che però difendono il sacrosanto diritto all'irruenza. Non comprendo nemmeno tutti quei nostalgici che parlano dei piloti del passato come delle Sacre Icone che non si incazzavano mai quando persino io mi ricordo un Lawson che voleva picchiare i commissari di Spa. Per non parlare delle scazzottate e risse che ogni tanto esplodono nei paddock delle gare minori ben lontane dalle telecamere.

Boh, non so come si faccia a difendere da una parte l'aggressività in pista e fuori e dall'altra considerarla un male da estirpare. Non sarà invece che ognuno difende il suo beniamino a seconda dei casi? Tanto per rimanere in argomento con Simoncelli c'è stato chi lo ha difeso quando era esterno, quando era interno e persino dietro (!!) con la frase "Se senti uno arrivare lo devi lasciar passare". E che sono? Le vacanze in moto ad Adria?
E che dire dei demenziali servizi di Studio Sport volti a dimostrare che anche il mite Pedrosa è in fondo in fondo un sacco di merda mettendo un collage di incidenti risalenti al 2006 (esordio in MotoGp) e nei quali a volte non c'entrava per niente?
Forse si spiega con l'ancor più disgustoso servizio di Grand Prix in cui si ipotizza una rivolta degli avversari di Rossi nel periodo in cui il Campionissimo è in difficoltà. Come se il tavulliano fosse l'unico ad avere il diritto di prendere per il culo gli altri, non fosse altro perchè ne ha fatto uso sistematico.

Per me la cosa è finita col "ride through" due settimane fa e mi pare la pensi così anche un sacco di altra gente, quindi lancio un appello: cari piloti, commissari, manager, direttori sportivi, direttori di gara, giornalisti, opinionisti, fancazzisti e glorie del passato, fateci un piacere: cominciate a tacere.
Perchè forse da soli non l'avete capito, forse chi ve l'ha detto non è stato convincente o non l'avete proprio ascoltato, però datemi retta.

Avete rotto i coglioni.