
Nei prossimi giorni seguiranno centinaia di analisi sulla stagione di Rossi, sul fenomeno Rossi, sulla storia di Rossi, e tanti bla bla bla conditi da decine di DVD e cazzate a largo raggio.
Noi, nel piccolo del nostro blog tentiamo la nostra analisi che sicuramente si differenziera' dalle altre perche' non tratteremo l'aspetto psicologico del motomondiale 2009 ritenendolo di trascurabile importanza per non dire un ammasso di cazzate.
Quindi al netto della oramai famigerata "pressione psicologica" tanto di moda, vediamo come e perche' c'e' Rossi campione del mondo e non Canepa.
PILOTAGGIO
Innanzitutto trovo strano che vengano tirate fuori continuamente tante virtu' di Rossi ma mai la sua velocita'. Un pilota DEVE essere veloce e continuo nelle prestazioni. Non e' politica o psicologia. Vale non deve CONVINCERE gli altri di essere veloce, deve semplicemente esserlo.
Sul web si trovano le cazzate piu' disparate come Vale mancino che va piu' forte a sinistra. Infatti nei due circuiti americani che girano in senso antiorario ha perso, cadendo pure a Indy.
La verita' e' che Rossi e' un pilota estremamente efficace nella fase di inserimento. Non solo stacca forte, ma ha una estrema sensibilita' nell'ingresso in curva che lo porta a guadagnare terreno senza sacrificare la velocita' di percorrenza e di uscita. Seppur raramente sbagli, il suo errore piu' classico e' quello di allargare in ingresso. Non veri e propri dritti da staccata cannata ma "larghi" da curva impossibile da chiudere. Anzi dove la staccata e' netta e l'ingresso forzatamente lento patisce un po' di piu'.
Puo' essere che la sua altezza e il suo peso lo facilitino nella direzionalita' e trazione della moto, visto da vicino senz'altro salta all'occhio come altri piloti piccolini che guidano appesi siano piu' sul filo del rasoio mentre Rossi sembra sempre avere il margine per variare la traiettoria, cosa che lo rende anche particolarmente efficace nei sorpassi. Come ad Assen, Misano dove e' passato chiudendo le traiettorie piu' degli altri.
A mio modesto avviso non dare risalto a come guida o peggio darlo per scontato, non rende giustizia a quella che e' la prima qualita' di un pilota che comunque da sola non basta.
MEZZO
Non v'e' dubbio nemmeno piu' nell'ultimo ufficio di mediaset che la Yamaha M1 sia la moto migliore in MotoGp.
Da sempre dotata di ottima ciclistica, in passato ha pagato un debito di potenza e un certa aggressivita' sulle gomme. Con l'odierno monogomma pare invece che questa sia l'unica moto a non patire piu' di tanto i cambiamenti climatici e di temperatura.
La Honda ad esempio si e' mostrata brillante con temperature basse dove scompare il surriscaldamento delle Bridgestone, soprattutto all'anteriore vero punto critico della RC212V. Per un pilota come Pedrosa, che inclina tantissimo la moto a centro curva, la mancanza di grip davanti e' stata spesso motivo di cadute improvvise anche senza che vi fosse una grande variazione di ritmo da un giro all'altro.
Al contrario la Ducati soffre di cronaca mancanza di trazione e di usura precoce del posteriore per "wheelspin". Non a caso e' tutto l'anno che la Casa bolognese alterna i forcelloni in carbonio e alluminio che hanno diverse caratteristiche. Ma la coperta e' corta e si deve scegliere se avere trazione mangiando la gomma o scivolare un po' di piu'. Chiaramente la scelta limitata a 2 mescole (una delle quali quasi sempre inutilizzabile per la gara) aggrava il problema. Si sono cosi' viste spesso le Gp9 con gomme "bianche" piu' morbide affrontare le gare dove la dura scivolava troppo o distruggere le rain in pochi giri. Ultimamente pero' la situazione pare migliorata.
In Yamaha invece la moto e' competitiva sempre e con entrambe le mescole. Capace di fare un buon passo e al tempo stesso di sparare il giro secco con le morbide nuove. Honda e Ducati si ritrovano spesso ad avere problemi opposti: la jap quando va forte sul giro secco poi non ha il ritmo giusto in gara, Stoner spesso ha fatto ottimi tempi con le gomme dure migliorando poi di pochissimo con le morbide.
Non passa inosservato poi che la Yamaha M1 pare essere l'unica moto che non sbacchetta, non fa saltare il posteriore e appare sempre neutra sia sul veloce che sullo stretto.
Uno strumento formidabile affidato a due piloti altrettanto eccezionali non poteva che sgominare la concorrenza.
Bon, fatta la tara a mezzi e team di prim'ordine, necessari ma non sufficienti a vincere gare e campionati vediamo cosa ci ha messo di suo Rossi.
Si legge un po' ovunque che e' stato piu' regolare, costante e ha commesso meno errori dei suoi avversari. E' vero solo in parte perche' pure Vale quest'anno ha diversi "zero" nella sua striscia.
VITTORIE & RITIRI
Con un Gp ancora da disputare, ma Valencia non e' una delle sue piste preferite, Rossi e' al momento a quota 6.
Siamo lontani dai 9 o 11 dei precedenti titoli dominati con l'aggiunta di una sfilza di podi da paura. Peggio ha fatto solo nei campionati persi come i 5 del 2006 e i 4 del 2007, stagioni pero' pesantemente influenzate da problemi tecnici.
Alla voce errori invece siamo su livelli da campionato perso. Nel 2006 si ritiro' 3 volte ma SEMPRE per motivi tecnici: motore in Francia, gomma a pezzi in Cina, e il top del motore rotto mentre arrancava con gomma dechappata a Laguna Seca cui pero' bisognerebbe aggiungere la caduta innescata da Elias al primo Gp e una gara di Assen compromessa da una caduta in prova.
Quest'anno le "gare no" sono sempre 3: caduto a Le Mans subito dopo il cambio moto, caduto ma rialzatosi a Donington sempre sul bagnato e infine caduto sul secco a Indianapolis.
Saltano all'occhio 2 cose: il numero di ritiri e' sui livelli 2006 ma senza colpe per la moto. A livello di regolarita' e di vittorie quindi Rossi non ha fatto una delle sue migliori stagioni. Pero' ha vinto lo stesso, vediamo dove.
AVVERSARI
Se quest'anno non e' stata una passeggiata per Rossi lo si deve in gran parte al livello dei suoi avversari odierni. Non e' un caso che l'ultima volta che e' andato in doppia cifra di vittorie, dei Fantastici 4 ... ci fosse solo lui. Ma il fronte avversario e' stato sia frammentato che incompleto.
Per motivi di salute Pedrosa e Stoner non sono stati nelle condizioni di contendere il titolo al tavulliano. Dani si e' presentato al primo Gp coi postumi di una brutta caduta nei test invernali cui e' seguita una frattura riaperta al Mugello. Per Stoner invece i ben noti problemi di debilitazione a seguito di un malanno tutt'ora misterioso ma di certo non finto e che gli ha fatto saltare 3 gare e correre in condizioni precarie altre 5.
A cio' si aggiunga il discorso di cui sopra riguardante le moto visto che Honda e Ducati in alcuni circuiti non si sono rivelate all'altezza delle Yamaha.
Chi rimane?
Ma ovviamente lui, Giorgino Lorenzo! Assurto al ruolo di anti-Rossi e dotato dello stesso materiale dell'italiano (almeno per meta' stagione) non sempre si e' dimostrato all'altezza di tale responsabilita'.
Per lo spagnolo i ritiri sono addirittura 4 e tutti per caduta: in solitaria e inutile a Jerez, con un errore grossolano a Donington, in bagarre con Rossi a Brno resistendo all'esterno e infine toccandosi in partenza con Hayden in Australia.
Quattro errori di guida dunque e zero problemi tecnici ma che da soli non spiegano la differenza tra i 2 piloti Yamaha.
VITTORIA AI PUNTI O PER KO?
La vera differenza l'ha fatta Rossi battendo il rivale perche' gli errori si sono spesso compensati e il margine di punti e' superiore a una gara andata a vuoto in piu' (25p). Al di la' delle gare dove uno ha vinto e l'altro e' caduto son da segnalare i duelli quasi sempre a favore di Rossi.
A consegnare il mondiale al 46 sono stati l'incredibile sorpasso a Barcellona, la caparbia resistenza agli attacchi veementi di Jorge a Laguna Seca e Sachsenring, rispettivamente per un 2° e 1° posto, nonche' le vittorie senza alibi di Assen e Misano.
Sono invece molto meno di quanto si creda le volte in cui Lorenzo e' arrivato davanti a Rossi.
Ci son le 2 vittorie in contemporanea con le cadute dell'italiano in Francia e a Indianapolis, ma se si guarda alle volte in cui sono arrivati entrambi al traguardo il bottino dello spagnolo e' magro: SOLO 3 ovvero: Motegi, Mugello ed Estoril.
E' un po' poco per dire che Lorenzo e' in grado di battere Rossi che invece ha mostrato il culo allo spagnolo ben 7 volte cui vanno aggiunti i 4 voli per un totale di 11 gare in cui Rossi ha fatto piu' punti di Lorenzo.
Tanto per avere un riferimento basti pensare che Stoner e' arrivato davanti a Rossi 5 volte: Qatar, Mugello, e nelle ultime 3 gare consecutive. In quattro di queste cinque occasioni l'australiano ha vinto il Gp eguagliando cosi' le 4 vittorie dello spagnolo. Siamo ancora convinti che sia Jorge l'unico in grado di impensierire Rossi?
ALLELUJA ALLELUJA
Onore al merito quindi di un Rossi che ha battuto sonoramente il compagno in una stagione tribolata. Dove sono usciti allo scoperto i limiti di pilota e team nel fronteggiare situazioni impreviste come i flag to flag o le difficolta' di messa a punto che non sempre riesce da subito.
Va invece a favore di pilota e team la capacita' di raccogliere il massimo profitto anche dalle situazioni difficili riuscendo spesso a raddrizzare week-end cominciati male.
E' per questo che forse Rossi non e' piu' il mostro che era rispetto ai vari Biaggi, Gibernau, Barros e Capirossi, le gare perfette sono state solo un paio ma nel complesso e' ancora il migliore per esperienza e visione di gara.
Una dote che lo mantiene longevo e destinato ad altri successi.