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mercoledì 20 luglio 2011

PATTO COL DIAVEL



Il piccolo Nicola non poteva immaginare che far scoppiare i petardi in mezzo a un campo di grano avrebbe cambiato la sua vita. Quando dal fumo di un minicicciolo difettoso uscì quel misterioso essere in sella a una Honda NR quasi gli venne un colpo.
- Ciao Nicolino, sono il Diavolo.
- Porc…
- Puoi dirlo puoi dirlo, non mi offendo.
- Cos’ho fatto di male? Sono solo miniciccioli, vabbè poi un paio di raudi. Smetto subito.
- Sono qui perché ho bisogno di te. Ho la maggioranza delle azioni della Honda (questa moto l'ho voluta io) e il mercato degli Inferi è un po’ contratto. Mi serve un campione americano che faccia da testimonial. Cosa credi? Sai quanto mi costa solo di GPL tenere acceso tutto quel casino?
- Testi… che?
- Testimonial. In pratica uno con un bel faccino che faccia comprare le moto della Marca che usa a quelli cui piace. Ci serve un campione del Motomondiale e tu sei la persona giusta. Anche perché Kenny Roberts è bruttino. Lo lasciamo alla Suzuki.
- Vabbè ma cosa vuoi in cambio, la mia anima?
- No. Mi basta si dia sempre merito alla moto. Tu diverrai campione del mondo ma per tutti rimarrai una pippa cosmica. Ti sta bene?
- Ah per me…
- Affare fatto, qua la mano.

E Nicky battè il 5 a Satana rimediando una ustione di 2° grado. Quindi il Demonio sparì in una nube di olio rancido bruciato.
E fu così che Nicky bruciò le tappe passando dal campionato AMA vinto con la Honda RVT (notare il nome al contrario voluto da Satana) alla MotoGp con la ambitissima RC211V. Valentino Rossi, padrone incontrastato della categoria ne diede questo giudizio: “Bellino. Vero?”. L’importante è che non rompesse le balle più di un Ukawa qualunque, non sporcasse in terra e non facesse troppe domande che comunque nessuno nel suo slang avrebbe capito.

La sua importanza nel team Honda è tale che quando se ne va Valentino prendono come prima guida Barros. Il brasiliano si gioca il posto perché in alcune occasioni “arriva persino dietro ad Hayden”. Col tempo questa frase diventa sinonimo di lento. Puoi far schifo quanto ti pare, ma se Nicky ti arriva davanti tutti te lo rinfacceranno. Anche Biaggi giunto in HRC tiene botta finchè non “arriva persino dietro ad Hayden”, vero termometro del suo fallimento.
Col tempo Nicky diventa uno di casa, ma che dico, di più: parte dell’arredamento.

- Ehi Mike dov’e’ finita la dinamometrica?
- E’ dietro “l’hayden”

Oppure
- Cazzo mi è uscito l’olio, hai uno straccio?
- Buttaci sopra l’hayden

O ancora
- Il pavimento è pieno di formiche
- Spruzzaci un po’ di hayden


Poi nel 2006 arriva un bucaniere ispanico con uno strano animale col casco appollaiato sulla sua spalla. E’ l’uomo dello sponsor e il suo pilotino è lì per vincere il titolo. La HRC si fa in 4 per lui realizzando una minimoto con motore della RCV, ma è ancora acerba e va portata in pista da qualcuno che sia totalmente inutile. “Beh c’è sempre l’hayden”
Ma il Diavolo ritrova il post-it bruciacchiato sul monitor del suo Amstrad ed esclama: “Questo è l’anno giusto, porco me!”
Arrivano così gomme che si sbriciolano sulla Yamaha, motori della M1 che vanno in fumo, il suicido di Edwards ad Assen (questa però un po’ si vedeva che era opera del diavolo), persino un infortunio per Rossi, una vittoria in volata di Elias (colpo da maestro di Belzebù) e caduta di Rossi nel drammatico ultimo Gp a Valencia.
Hayden è campione del mondo, ma per tutti rimane un incidente di percorso.

Non aiuta nemmeno la sua lingua ai più sconosciuta. Quelle poche volte che lo intervistano viene riferito ciò che dice come in "Lost in Translation" accadeva a Bill Murray. Parla un quarto d'ora e ci sentiamo dire:
- E' contento per il podio.
- Nient'altro??
- Ah sì, sul bagnato si scivola.

In Ducati ritrova Rossi e nuovamente la sua utilità serve solo a dire che Rossi va bene perchè gli arriva davanti. A Jerez infatti per tutti avrebbe vinto Rossi dato che è andato a podio "persino Hayden". A Silverstone invece infligge 40" all'italiano.
E' ora di cambiare moto.

Ma la Gp11.1 è una moto mai provata e nei week-end diventa un casino conoscerla, migliorarla e far risultato. Con la conseguenza che Hayden comincia ad arrivare davanti in qualifica con regolarità ed è più vicino in gara. Che fare? Mica si può arrivare dietro "persino ad Hayden"! A Laguna Seca così daranno la nuova moto anche a Nicky e allora mi chiedo: gli fan provare la Gp11.1 per migliorarla o per farlo arrivare dietro a Rossi?

Questo week-end lo scopriremo. Nel frattempo auguri a tutto il team Ducati.

Persino ad Hayden

lunedì 18 aprile 2011

IL MERLO NON FA ME (solo per ora eh!)



Ed eccoci di ritorno anche per questa stagione nel fantasmagorico mondo del motociclismo amatorial-oral-dilettantistico. Dove le pezze al culo son piu' consumate degli sliders, dove a grandi sacrifici corrispondono piccole soddisfazioni (quando ci sono...) ma dove l'importante e' divertirsi, stare in baracca e raccontarsi cazzate che, in un gruppo di motociclisti, fioccano sempre copiose.

In coda a Superbike, MotoGp e CIV comincia anche la stagione del "Merlo", uno degli ultimi baluardi del motociclismo "fai da te", dopo un inverno ricco di novita'.
Quest'anno infatti Merlin non ha badato a spese (nel senso che proprio non sa cosa sta spendendo...) per aumentare le prestazioni della propria CBR 1000.
All'inizio doveva solo "fare la testa", poi ha prudentemente scelto di cambiare i pistoni che han piu' km di un GS tedesco. Quindi e' stato bilanciato l'albero motore e aggiunto un paio di gadget che tutti avevano tranne lui: cambio elettronico e frizione anti-saltellamento.

Peccato che a tanto ben di Dio non sia corrisposto granche' di test. Vuoi per il meteo (e' inseguito da una perturbazione tipo Fantozzi) , vuoi perche' quei pochi giri che ha fatto gli han mostrato solo che c'era un enorme problema elettrico/elettronico.
Ma il nostro non si arrende e dopo varie rimappature prova la moto alla maniera di Joey Dunlop: su uno stradone. E scopre che la causa potrebbe essere un cablaggio del cambio elettonico. Che culo!

Oltretutto quest'anno partecipa alla Premier Cup il cui livello e' un po' piu' altino. Basti pensare che il venerdi' e sabato girano pure quelli del Mondiale Moto2 con Corti che svernicia il nostro a velocita' smodata.



Lo vado a trovare il venerdi' in tarda mattinata, mi dice che tanto c'e' poco da fare il primo giorno, l'importante e' che mi ricordi di portare un attrezzo di alta precisione che nella fretta ha dimenticato: il coltello per tagliare il salame... ottimo tralaltro. Come al solito la francescana postazione del Merlo e' in una delle zone riservate ai peones del paddock.
Il clima e' pessimo, la moto e' una incognita, nemmeno si sa come andra', Fabrizio e' un po' agitato mentre tutto vestito toglie coperte e cavalletti quand'ecco s'avvicina uno sconosciuto:

- Senti maaaaaaaa... Che olio usi nella forcella?
- Eh? Boh!
- Ma e' molto piu' denso? Ma le molle son di serie?


Il Merlo si ferma un attimo. Lo vedo attraverso il casco che sta per diventare una pentola a pressione.

- Guarda non lo so. Fa tutto il meccanico. Non so nemmeno se c'e' dell'olio nella forcella! Poi si rivolge a me: "Ma pensa se quando uno sta partendo per un turno lo devi fermare per chiedere 'ste cazzate! Poi dicono che i piloti delle volte son scortesi!"

Le prove libere sono condizionate da pista umida e pioggerella a intermittenza. Tira un ventaccio che prova a portarci via il gazebo. Tocca fermarlo a terra con un paio di "parker" piantate nell'asfalto. La nuvola di Fantozzi lo segue come un'ombra: il sole fa capolino solo prima e dopo i suoi turni. In compenso la moto va da schifo. "Va dove pare a lei. Non c'e' nemmeno una logica: non sta in strada, allarga, e' pesante e impenna dappertutto!"
Quindi comincia a bombardare l'esperto Stefano di telefonate ed sms per 2 giorni. La sera la passa a smontare e rimontare. Del resto l'alternativa e' il solito letto giapponese all'interno del furgone.
A proposito, e' "nuovo" pure questo. Quello vecchio si e' suicidato rimanendo col cambio rotto... in retromarcia. Il sostituto e' sempre un Ducato, sempre coibentato (!!) ma di un bel "rosso Bartolini". Un po' a chiazze pero'. Il Merlo l'ha lucidato di notte (...).

La domenica i problemi non sono stati risolti. Il warm up e' una schifezza. Gira in tempi che gli ho visto fare in mezzo ai piloti delle prove libere (i fermoni come me per intenderci), con gomme ridotte a scaglie. Il gazebo si popola di amici e conoscenti. Ognuno dice la sua. Il Merlo sempre piu' confuso fissa i registri della forcella in cerca di una risposta.



- Allora faccio un giro da tutto aperto.
- Eh ma cosi' e' uguale a prima.
- Perche'?
- Prima era 2 giri da tutto chiuso, son tre in tutto.
- Allora gli do mezzo. Cosi' e' mezzo?
- No cosi' e' un quarto.
- Allora (sospiro) lo riapro ancora tutto e riconto.
- Ma perche' cambi il precarico?
- Ma di cosa stavamo parlando?
- Dell'estensione!
- Mapporc...


Immaginatevi un intero pomeriggio cosi' con la gara alle 17.20! Pero' una cosa l'abbiamo capita: 10 litri + riserva bastano e avanzano per fare la gara. Anche se pochi secondi prima qualcuno avanza il sospetto: "Mmmm basteranno?"E un si apre un immenso cratere che ci inghiotte tutti quanti.



L'impressione che comunque sia vada tutto in vacca rende un po' piu' rilassato il Merlo. Io mi porto gli attrezzi per fare le ultime regolazioni da quel che sente nel giro di schieramento, ma Bicio non vuol cambiare nulla: la sua attenzione e' tutta presa dalle ombrelline della Premier Cup che passano per la griglia. Notare che tutti e 3 (da sinistra a destra: il Merlo, io e Martino) siamo girati nella stessa direzione. A titolo di cronaca quelle del Bridgestone Challenge erano molto piu' gnocche.

Il Merlo parte benissimo ma rimane intruppato comunque alla prima curva. Del resto partendo 19° non e' che potesse far miracoli.
In gara saran le regolazioni casuali, sara la foga della gara, ma sta di fatto che il CBR arancione ora gira in 2.03 di passo con un paio di 2.02 dopo un week-end passato sul 2.06. Fabrizio e' infatti in lotta con altri 3 piloti fra la sedicesima e diciannovesima posizione. In alcune curve e' molto piu' veloce, come alla Bucine dove tenta improbabili sorpassi all'esterno. Il motore ora e' a livello degli avversari almeno in accelerazione.
Conclude piu' o meno dove era partito, soddisfazione poca, fatica tanta. Pero' nella bagarre pare si sia divertito. i tempi infatti son migliorati per quello. La moto, mi dice, fa sempre quel che le pare.

Meglio non dirlo a Nonno Merlin che, nella sua irraggiungibile saggezza gia' l'aveva avvertito:
"Se quella moto li' l'han venduta ci sara' un motivo!!"
Mitico.

mercoledì 8 settembre 2010

LOCAL (ANTI) HERO




In molti, sempre piu' spesso ci chiedono per chi facciamo il tifo noi di Gigler.
E' evidente che non siamo iscritti al fan club di Rossi, o del suo sosia Lorenzo. Ma nemmeno siamo "biaggisti" in cerca di rivalsa, o neo-tifosi dei giovani Stoner e Pedrosa che pur rispettiamo. Noi tifiamo per Fabrizio.
Ma chi? Michel?!
No. Merlin. Fabrizio Merlin.
E chi cazzo e' direte voi. Un minuto (anzi 2.37) e ve lo raccontiamo. Intanto beccatevi un video curato da nostro "cino-operatore" Alino74:



Tifiamo per Merlin, comunemente detto "il Merlo" prima di tutto perche' e' un amico e poi perche' magari inconsciamente rappresenta un motociclismo in via di estinzione. Fatto di pochi mezzi e tanta voglia di correre, di pochi soldi ma piccole grandi soddisfazioni. Senza l'ansia del risultato a tutti i costi ma costi da tenere sotto controllo.
Infine anche per un altro motivo, non meno importante: ci fa sempre pisciare sotto dal ridere. E non e' poco. Sempre con la battuta pronta e il sorriso stampato anche quando la discussione si fa pesante e volano i "vaffanculo" il Merlo ti allieta la serata fra una Sprite e un aneddoto delle centinaia che ha da raccontare.
Tanto per dirne uno, sulla Raticosa incontra un "Pavone" che si vanta di aver fatto i "riccioli" nelle gomme tipici della pista, salendo il Passo.
Tra i sospiri di ammirazione e i silenzi imbarazzati di chi ha qualche dubbio si leva la sua voce:
- "Ti pago 2 gomme nuove se riesci a farli su strada. Le gomme te le compro davvero ma tu poi mi fai su e' giu' fino a sera e vediamo se saltano fuori i riccioli!!"
Il Merlo e' cosi'. Con lui le chiacchiere stanno a zero. Ti smerda in un nanosecondo.

Figlio di una leggenda del motociclismo Estense, il Merlo ha intrapreso la strada del padre, quella di fare qualche gara invece di vuote chiacchere.
In un mondo dove i parolai sono la maggioranza, lui preferisce portarsi in tasca i tempi dell'ultima sessione di prove. E anche qui c'e' da fare un distinguo grande come un camion.
Mentre in tanti "kittano" le loro moto con costosi accessori per andare un paio di volte l'anno in pista o per portare a spasso le gomme e le saponette grattugiate una sola volta, Merlin va a girare con lo scopo di migliorare i propri tempi, di imparare a essere il piu' veloce possibile senza caricare sulla moto colpe e meriti.
Non gira a vuoto insomma e "sente" la gara come una possibilita' di migliorarsi seguendo i piu' bravi.
E pure qui i piu' veloci non sono mai criticati con invidia per cio' che hanno, ma ammirati come esempi da seguire, miraggi da raggiungere. Senza fretta, senza diventarci matto. Anche perche' l'eta' da ragazzino in carriera l'ha passata da un pezzo.
E' insomma l'antitesi del motociclista da bar. E infatti l'ho conosciuto... in un pub. Questo



Al "Pustazz" di Davide oltre a mangiar bene c'e' sempre qualcosa di interessante da vedere e di cui parlare. Tra un video del Tourist Trophy e una vecchia gara della 500 origlio un avventore parlare di tempi in pista. E' reduce da una sessione a Rijeka dove pero' la gara non ha avuto luogo per via del maltempo. Gira con una vecchia Suzuki GSXR 1000 praticamente stradale. Pero' pare abbastanza contento che davanti ci siano solo delle Superbike. Mi chiedo allora quante siano se corre con una moto di serie! Ha l'OTTAVO tempo su una quarantina di partecipanti. E scatta il mio bestemmione di stupore (chi mi conosce sa qual'e').
Nel tempo che trascorre per il rinvio della gara passa a una Honda CBR 1000 che prepara in tutta fretta all'evento. Il risultato e' da leccarsi i baffi: dopo un primo giro in testa finisce 4°. Ma siccome il Merlo deve sempre avere una sfiga viene retrocesso per partenza anticipata.

Ora voi penserete che questo CBR sia un concentrato di pezzi aftermarket da far invidia a Ten Kate; niente di piu' sbagliato. Nonostante la grafica da Generale Lee di Hazzard, la moto ha giusto quelle due o tre cazzate che si fanno su ogni moto da pista, anzi forse ne manca qualcuna. Dietro c'e' un "mono" professionale, ma davanti la moto e' di serie. I cerchi sono i suoi, la forcella completamente originale a eccezione dell'olio, l'unica modifica ai freni e' una pompa radiale Brembo, ma persino le pastiglie sono originali perche' lui si trova bene con quelle.
Ed e' una fortuna perche' puo' raccattarle su e giu' per il paddock da quelli che le sostituiscono. A ogni giornata in pista ne trova qualcuna e ha una discreta scorta.
Ma il bello e' che questa moto piu' "Stock" di una "SuperStock"... corre nella "Open" dove si puo' cambiare di tutto!!

Perche' il Merlo e' uno che si arrangia in ogni cosa. Si vernicia le carene e il casco in casa e li realizza per altri racimolando soldi che poi spende sostanzialmente in turni e gomme. Anche solo per mettere la moto nel furgone e' difficile chieda una mano. Si fionda su per la rampa seduto di fianco e salta dentro al volo.
Gli chiediamo:
- "Ma non e' pericoloso cosi'?!"
- "In effetti ho gia' fatto fuori un paio di furgoni..."


Si prepara cosi' al Trofeo Ghiselli del video in apertura. Il week-end comincia male perche' le sue gomme preferite non sono disponibili e deve ripiegare su quelle da Moto2 che costano pure un botto e mal si sposano coi settaggi del suo CBR. Ma il Merlo non molla. confida sull'effetto trainante della gara che e' ad orari scolastici: 9:30!!
Dopo piu' notti passate in furgone (ma al meccanico "Cave" va peggio perche' e' sotto il gazebo... in prestito) il Merlo si butta nella mischia.
Dalla Casanova-Savelli lo vediamo alle prese con un Suzuki (ironia della sorte) che fa traiettorie fin troppo difensive.
So i tempi che puo' fare e si capisce che gli fa da tappo. Lo attacca alla "Bucine", lo passa lo passa, ma sul dritto il GSXR se ne va. Porca troia.
Ritenta. Alla "Arrabbiata 1" il Suzuki e' alla canna del gas: stringe e allarga ma non va veloce, il Merlo ci riprova alla "Bucine" con un tocco di classe, ovvero una pacca nella carena e se ne va.

Ora gira un secondo e mezzo piu' veloce, speriamo nella rimonta impossibile, dai Merlo dai, ma verso la fine i tempi si rialzano, qualcosa non va e il Suzuki rimonta e lo beffa in uscita dall'ultima curva. Peccato! Ma e' gia' ora di corrergli incontro, anche se, vedendoci (non lo sapeva che c'eravamo) ci corre incontro lui.
Ci racconta che ha chiesto cosa avesse fatto al motore del Suzuki, cosi' per curiosita', ma il tipo gli ha risposto che e' originale.

- Ecco e' sempre cosi'. Gli chiedi una cosa e loro han sempre il motore originale. IO ce l'ho originale, ma cosa credono che sia il piu' coglione??
- Si ma anche te Merlo hai ancora la tuta con le scritte Suzuki, vuoi che ti prendano sul serio?



Il "debriefing" e' tutta una risata. Non c'e' verso di fargli cambiare qualcosa nella moto che verso la fine aveva la forcella esausta.
- "Ma no dai va bene cosi', al massimo gli faccio sistemare un po' l'interno degli steli..."
Del resto lui e' contento perche' ha grattato le carene ovunque. Ma non smette di imprecare per il prezzo delle gomme.
Mentre altri ingurgitano pastiglioni e tracannano bibitoni energetici lui si consola con una bella anguria e la solita Sprite.
Il tempo di guardare un'altra gara assieme e poi e' tempo di "far su le canne". Ma l'ultima volta mi ha fregato: s'e' messo a far delle chiacchiere e ho messo a posto tutto io, stavolta scappo!!

Cosa e' arrivato alla fine? Beh non ci importa, davvero.
Per noi il Merlo e' sempre il Numero Uno.

Alla prossima!

domenica 6 giugno 2010

IL FANTASMA DELL'OPERETTA


Premessa: non siamo per natura portati a godere delle disgrazie altrui.
Non e' che siamo contenti dell'infortunio di Rossi, ma nemmeno ci disperiamo. Seguiamo il Motomondiale da prima del 1996 e abbiamo visto di peggio. Abbiamo visto l'incidente di Franco Uncini, la spina spezzata di Rainey, le gambe distrutte di Lawson, di Doohan, i polsi infranti di Schwantz come di Spencer, la mano cibernetica di Criville, la tibia rotta, pure quella, di Gardner che pero' non se ne era accorto, rialzo' la moto e ricadde scomponendo la frattura.
E l'elenco sarebbe ancora piu' lungo se nominassimo anche tutti quegli infortuni dai quali i piloti si sono ripresi a tempo record senza darci il tempo di ricordarci che si erano fatti.
Alla luce di tutto cio' capiamo l'importanza di Rossi, ma ... francamente ... AVETE ROTTO IL CAZZO.

RITORNO AL FUTURO
Se un giorno Rossi smettera' di correre ci auguriamo diventi telecronista al posto di Meda e Reggiani, unica soluzione forse per non sentirci ripetere ogni 20 fottuti secondi "quanto ci manca Vale".
La telecronaca non ha sofferto dell'assenza di Rossi, ma della sua eccessiva presenza, tant'e' che non veniva nominato pilota (Pedrosa, Lorenzo, Stoner, persino Merlandri) senza tirare fuori quanto poteva sentire la pressione. Dani va forte perche' non c'e' Rossi, mentre Lorenzo va piano perche' non c'e' Rossi, Stoner sente o non sente la pressione? Dipende, perche' ci han sempre detto che Rossi lo manda in crisi e invece va piano proprio quando non c'e'. Non sara' che invece non gliene frega un cazzo?!
Ma il polpettone era cominciato con la 125, continuato con la Moto2, con interventi sempre al limite della commozione (cerebrale) di Beltramo che chiamava i piloti italiani solo per fargli salutare Rossi. A quel punto mi sono addormentato e ho sognato che giravo al Mugello. Mi son divertito di piu'.

LA STORIA SECONDO REGGIO
Che Reggiani non sia particolarmente colto lo sapevamo, ma citare episodi delle corse alla cazzo di cane e' stato un vero spasso. Si comincia con "A Imola non si e' piu' corso dopo la morte di Senna, il giorno prima e' morto Ratzenberger e se moriva solo lui magari si correva lo stesso."Chi glielo dice che il circuito venne modificato gia' per l'anno successivo con una variante al Tamburello e che vi si corse fino al 2006 smettendo per giunta per altri motivi e non certo per una morte di 12 (DODICI) anni prima?
Non manca la frecciatina a Melandri, entrato di diritto nella lista nera perche' ha OSATO dire una cosa su Rossi. Anche Macio, per la prima volta, viene tirato in ballo come succube della pressione di Rossi "Come quella volta che Marco era 4°, vide Vale in terra e ando' a vincere". Ma che cazzo spari? Eccerto perche' uno decide di vincere cosi' da un momento all'altro e non osa farlo prima per paura di Rossi.
In realta' in quella gara Melandri scelse gomme piu' dure, tutti si ritrovarono sulle tele prima di lui e li passo' in scioltezza senza variare il suo di passo. Esattamente come Capirossi al Sachsenring nel 2007. Rossi ruppe il motore quando aveva 10" di vantaggio e Macio che doveva fare? fermarsi e non vincere per rispetto?
Ma andate a cagare!

I TOPI BALLANO E GLI ASINI RAGLIANO
Ovviamente Fuorigiri era tutto su Rossi moribondo dopo l'ottimo lancio della telecronaca. Del resto se la prima domanda di Sudore Beltramo fatta a Pedrosa e' stata "Dani, ma andavi cosi' forte perche' non c'era Vale?". Peccato per la risposta banale, io avrei risposto "Si'. Faccio il pilota ma ho paura ad andare forte e le gare non le voglio vincere. Scusatemi, sento la pressione"
Io invece ho l'impressione che a ballare siano le idee di certi "espertoni" che seguono il motomondiale da 30 anni e ancora non hanno capito un cazzo. Altrimenti non si spiega come mai Lorenzo venga definito "ridimensionato" perche' in 4 gare e' arrivato due volte primo e per la seconda volta 2°. Ma dico questo e' il ridimensionamento??? E quando Rossi e' arrivato dietro? Ah e' vero era colpa della spalla...

La curiosita' pero' di vedere se ci arrivano a dirne una azzeccata e' troppa e continuo ad aspettare in vano. Dunque vince Pedrosa e Vale e' infortunato. Chi ci arriva? Dai che e' facile. Su, ci arriva anche un cretino. No? Siamo messi peggio dei cretini? Allora tocca dirlo a me? E vabbe' ma voi vi pagano...
Dani Pedrosa son almeno due anni che tribola con infortuni anche gravi. Proprio qui al Mugello lo scorso anno gli si riapri' una frattura. L'anno prima, al Sachsenring, mentre era in testa alla corsa e al mondiale, cadde rovinandosi mano e una manciata di altre ossa. Al punto che al Gp successivo non avrebbe nemmeno dovuto correre.

Eppure i nostri beoti non se ne rendono conto che quest'anno Pedrosa e' sempre andato forte e non ha problemi fisici. Cosi' come lo deve dire Lorenzo ai giornalisti che si ruppe 2 caviglie. Per non dire che chiedere a un campionario di chirurgia come Melandri cosa pensa dell'infortunio di Vale e' come chiedere a un cieco come si sta a portare gli occhiali.
Piuttosto nessuno chiede come mai nei tracciati dove si fa fatica a scaldare le gomme (in Qatar come al Mugello erano in tanti con la gomma bianca) le Honda vanno bene, mentre nelle piste piu' aggressive come Jerez e Le Mans le HRC fan fatica a finire la corsa davanti pur essendo competitive. Che dite? Chiedo troppo? Devo andare io a far domande meno idiote di "cosa auguri a Vale?"

MARCO VS MARCO
Dopo aver detto che Melandri deve pensare a star zitto e dar del gas, Narcos Lucchinelli si ritrova proprio di fianco all'"infame". E Macio con molta calma spiega che se Rossi ha problemi di messa a punto con le stesse gomme degli altri e' perche' la Michelin con gomme appositamente fabbricate questi problemi li risolveva (del resto non era Rossi a lamentarsi gia' nel 2007 del contingentamento che impediva questa pratica? ndr) Solo chi e' in malafede poteva farne polemica dice Melandri. Le faccette da culo che Cereghini fa ci indicano chiaramente a chi e' rivolto il messaggio.
Ma le gomme tengono banco perche' e' per tutti colpa della gomme se Vale e' volato alle Biondetti. Calma e gesso: perche' quando gli altri cadono per le gomme fredde sono coglioni e quando lo stesso errore lo fa Dio van cambiate le gomme? Misteri della Fede.

Peccato che tra il Marco vecchio e il Marco nuovo non abbia messo bocca il solito Franco "Platinette" Bobbiese. Mi sarebbe piaciuto vederlo riproporre (perche' lui e' uno che si ripropone) un ritorno all'assenza dell'elettronica su queste moto il giorno dopo il volo del suo idolo. Peccato non ci fosse Guareschi sarebbe stato un bel siparietto.

LA MEMORIA STORICA CORTA
Ma non bastavano gli strafalcioni di Reggiani in telecronaca, serviva il dotto e saggio Cereghini a illuminarci d'immenso con una serie di CAZZATE fotoniche. Essendo il piu' vecchio nonche' rincoglionito della troupe deve essere convinto che va piu' indietro degli anni '90 si possa dire qualsiasi cosa.
Lo spunto e' il tormentone di Rossi alla Ducati. Cheppalle.
Qui Rinco da il meglio (peggio?) di se partendo da lontano. Magari ci andasse pure lontano.

"La Ducati dovrebbe fare come il Conte Agusta che prese Agostini per fare la moto 3 cilindri e smetterla con la "molle" 4 cilindri. Cosi' da avviare un ciclo non di vittorie ma di mondiali" BOOOM.
Ma quante cazzate ha detto in poche frasi?

Agostini venne ingaggiato nel 1965, sapete cos'era la Mv Agusta nel 1965? Era la moto che aveva DOMINATO OTTO STAGIONI DI FILA. E meno male che era molle la "quattro".
E chi era Agostini? Era un pilota di 23 ANNI, non 32 come sara' Vale il prossimo anno e divenne il numero uno della Marca rossoargentata non per scelta divina ma era la seconda guida di Hailwood che ando' alla Honda seguendola nel successivo ritiro.
Quindi il Conte, pace all'anima sua, tutto questo non lo aveva affatto programmato.
La "3 CILINDRI" venne si' sviluppata da Agostini, ma il suo ingaggio fu caldamente consigliato da Ubbiali, non al Conte ma al responsabile tecnico Magni.
Ma soprattutto la 3 cilindri nacque 350cc. Agostini la utilizzo' per stravincere si', ma quando la MV rimase l'unica Casa impegnata nel mondiale.

Quindi per seguire la teoria farneticante di Cereghini, la Ducati dovrebbe prendere un pilota emergente (Rossi per eta' ingaggio e importanza non puo' essere definito tale) ma solo dopo aver dominato tutto e tutti o sperare nei ritiri di Honda e Yamaha. Perche' MV era gia' vincente tecnicamente prima di Agostini e in breve tempo rimase pure senza avversari.
Il tutto perche' a Cereghini sta sulle palle Stoner, definito incapace di sfruttare l'enorme potenziale della Ducati, "a parte nel 2007 ma per altri motivi". Quali altri motivi? Il serbatoio segreto cui solo tu credevi? O perche' non era 800cc? O perche' aveva le Bridgestone? Del resto da uno che definisce Lorenzo "ridimensionato" che ci si puo' aspettare??

Fortunatamente chi le moto le fa non e' come chi le commenta sparando cazzate.
Preziosi e' chiaro e conciso a proposito di Rossi alla Ducati. Certo gli farebbe piacere (guai se dicesse il contrario) pero' conferma che Vale vuol stare in Yamaha e che "abbiamo gia' abbastanza problemi tecnici per perdere tempo a far la guerra ai giornalisti e alle voci che escono". Capito barbone?
Alla faccia dell'enorme potenziale, e' un'ora che il responsabile tecnico ti dice che piu' di cosi' non va.

VALE TORNA PRESTO
All'appello commosso ci uniamo anche noi. Torna presto Vale, che almeno quando ci sei puoi smentire in diretta le cazzate di questo gruppetto di coglioni che cosi' a briglia sciolta son pure peggio.

lunedì 15 marzo 2010

TUTTO IL RESTO E' NOIA

Ci risiamo. E ci sono ricascato. Passi mesi ad attendere la prima gara, spulci i tempi dei test, leggi trattati di aerodinamica (dei quali chiaramente non capisci un cazzo) e ti prepari un pronostico per ogni pilota, ogni scuderia e poi... poi caschi nel divano in coma profondo.
Puo' darsi cambino tante cose nelle prossime gare ma una cosa si e' capita: ci si rompera' ancora i coglioni con questa F1.

Che i rifornimenti in gara fossero una zozzeria lo si diceva da tempo. 15 anni passati ad aspettare sorpassi che avvenivano in corsia box a 80 km/h, sai che figata. E poi non ci si capiva mai un cazzo: e' davanti Tizio che pero' si deve fermare, Caio e' a un culo di secondi ma fa una sosta in meno e rimane davanti se perde 3 decimi invece di 4 e via cosi', manco fosse una olimpiade di matematica. Pero'...
Pero' io qualcuno l'avevo avvertito: guardate che ci si addormentava anche negli anni '80, chiedere a mio padre che si e' fatto piu' ore di sonno davanti alla tv che a letto. L'unica cosa positiva e' che almeno lo svolgimento della gara e' chiaro: chi e' davanti e' in testa e gli altri dietro, ma come ci insegna la MotoGp, le gare possono essere una palla anche senza soste. Ci vuole della lotta.

EFFETTO CULONSO

Ci sarebbe potuta essere questa benedetta emozione quando c'erano 3 macchine nella stessa inquadratura a una ventina di giri dalla fine (piu' o meno). Brufolo Bill, Nando delle Asturie e il Moncicci'.
Ma come al solito un immenso nuvolone a forma di culo ha oscurato la pista. La Red Bull rallenta per il piu' antico dei problemi: una candela, credo di essere rimasto a piedi con il Ciao l'ultima volta che ho avuto questo guasto...

Il pensiero e' andato a quella manica di fenomeni che davano alla fortuna tutte le glorie di Alonso e deprecavano ogni suo risultato positivo e che oggi per ferrarismo acuto, con la stessa determinazione negano la buona sorte.
Non fraintendetemi, io sono estimatore dello spagnolo da tempi non sospetti. DVA ed io l'abbiamo difeso spesso passando per nemici della causa ferrarista solo perche' non lo insultavamo come gli altri.
Fa pero'un po' senso leggere e sentire la gioia di chi lo detestava. Il mio pensiero e' andato subito a Baldisserri per dirne uno a caso. Perche' anche stavolta li' ad approfittarne c'era lui e non Coulthard, o Alesi, o Barrichello, o ... "l'uomo scampato alla morte" che non finisce mai di ricordarci il suo incidente.
Ma voi l'avete mai sentito Kubica dire cose del genere? Ecco, cercatevi su youtube l'incidente del polacco.

NEGATA L'EVIDENZA
Ma ancora piu' buffa appare quella manica di stronzi che, non sapendo che scrivere, si butta a corpo morto sulla glorificazione dello spagnolo... contraddicendolo.
Alonso avra' pure culo ma di certo e' onesto nell'ammetterlo.
Mentre il neo ferrarista dice "Ho avuto fortuna. Senza il guasto di Vettel sarei 2°", la manica di cui sopra glissa amichevolmente e si inventa una curiosa tattica attendista dello spagnolo.
Come se Alonso avesse indotto lo spegnimento della candela del motore Renault. Questo ci ricorda qualcosa... mmmm... che sia un'edizione a 4 ruote della pressione psicologica inventata da mediaset per la motogp??

Qualche demente con seri problemi di comprendonio e un concetto assai personale della matematica, sparge pagelle alla cazzo di cane donando 1.5 punti in meno a Vettel rispetto ad Alonso. E perche' mai?
Il tedesco non ha vinto, ma ha fatto la pole e ha dominato la gara fino a che un guasto gli ha negato la vittoria. Che colpe ha se il motore perde un cilindro? Mica e' uscito di pista! In passato han fatto credere fosse sfortuna qualsiasi incidente di Alesi o i testacoda multipli di Massa mentre adesso una candela diventa un errore del pilota?
E pure qui tocca citare Alonso "Avrei voluto attaccare nel finale, ma passare era impossibile". E sapete chi va a smentirlo?

NON E' SEMPRE DOMENICA(LI)

Ma proprio lui, il mitico Domenicali che ora qualche giornalista dal forte accento emiliano ma dal debole intelletto cerca di riabilitare dimenticando tonnellate di cazzate del DS Ferrari e infarcendolo di gloria per le imprese dei piloti e dei tecnici. Rese ancora piu' difficili dall'handicap di avere un manager che non ne azzecca una.
Per avere un'idea della sua visione di corsa basta citare le sue parole nel dopogara: "Avremmo vinto anche senza il guasto della Red Bull". Chissa' se ogni tanto ascolta i suoi piloti prima di sparare stronzate...

Con le nuove regole persino uno come Domenicali riesce a non fare disastri: si parte con le gomme morbide perche' con quelle si fa la qualifica, poi una volta finite si passa alle dure e infine si rimettono le morbide per l'ultimo spezzone di gara sprintato. Di benza non se ne parla: si carica quella che serve e via.
Ma cio' non riabilita un beneamato cazzo. Come si possono dimenticare le tattiche sbagliate in TUTTE le gare in cui ha cominciato a piovere? E la perla di far montare a Raikkonen le gomme da pioggia... senza pioggia? Per tacere poi della scelta di buttare nella mischia l'impiegato Badoer che la Ferrari la portava a spasso.
Dai, Domenicali non e' ne' Todt, ne' Brawn. La gestione dei box e' una barzelletta e prova ne e' anche l'intimazione a Massa di non sciupare il motore.
Gia', ma intanto in quel momento in testa c'era Vettel e poi perche' il Moncicci' non puo' tirare e Alonso si'?
Forse che a Massa bisogna ricordagli certe cose senno' combina disastri?

BIOMASSA
Sara' un caso ma non ci sono mai certi piloti quando viene distribuito il culo. Forse si nascondono, forse sono sfortunati, o forse riescono sempre a far andare qualcosa storto.
Felipe partiva dalla prima fila, ma sullo sporco. Ok, pero' questo giustifica il non aver passato Vettel, ma fare UNA curva di numero davanti ad Alonso non e' sfiga.
Sono 5 inverni che ci spiega che lui non e' secondo a nessuno e che non ci sono prime guide, pero' certo scorrendo l'elenco dei suoi compagni, qualche dubbio viene: Schumacher, Raikkonen, Alonso.

Fosse in un'altra scuderia direbbero tutti che e' una pippa che non ne azzecca una e invece viene anche lui travolto dalla gloria riflessa di Alonso. Col risultato che i giornalisti oggi godono nel criticare Schumi, fermo da 3 anni che arriva dietro Rosberg, mentre l'impresa la fa Massa, fermo da qualche mese, ma che si fa infilare dopo una curva.

Aridatece Fisichella!!

domenica 2 agosto 2009

IL MIO NOME E' NESSUNO


Se ne e' andato dalla motogp in sordina, un po' come era stato il suo rientro e se non fosse per i debiti lasciati dal team che gli aveva affidato una Ducati di lui non si sarebbe parlato affatto il gp stesso del suo (secondo) ritiro.
Un declino rapido e senza acuti, esattamente come era cominciata la sua carriera ed e' un peccato che un personaggio tutto sommato simpatico come lui abbia dovuto abbandonare la scena a luci spente.
Di SETE GIBERNAU si ricorderanno allora soltanto le 2 stagioni in cui e' stato fiero rivale di Rossi, a sorpresa nel 2003 e di conferma nel 2004. Ma era questo il vero Gibernau o magari e' quello di tutte le stagioni precedenti e successive a quel biennio dove ha colto 8 delle 9 vittorie della sua carriera?

Il campanello d'allarme lo fece suonare una polemica dichiarazione di Reggiani, in diretta TV, subito dopo una bandiera a scacchi; riflettendo sulle difficolta' di Rossi contro i suoi nuovi avversari (tutti in MotoGp dal 2006 in avanti) disse che "forse" i vecchi avversari erano meno tosti. Ne segui' una polemica a 360° perche', a seconda del tifo, appariva come un voler sminuire i successi passati di Rossi o come un'offesa ai vecchi rivali dello stesso, Biaggi in primis.
Eppure analizzando le carriere dei "vecchi" rivali di Valentino non si scorgono grandi risultati, eccezion fatta per le piccole cilindrate che hanno dato 3 titoli a Capirossi e 4 a Biaggi. Ma ne' loro 2, ne' Barros, ne' Gibernau possono essere considerati gli uomini da battere in 500 e MotoGp. Al di la' delle vittorie colte non si e' visto in loro la continuita' di rendimento tipica dei campioni.
E fa riflettere questa analisi soprattutto se si guarda a Sete, cosi' simile, per occasioni ed exploit, a DAMON HILL: due piloti catapultati sulla ribalta da eventi nefasti senza avere, da parte loro dimostrato granche' nella loro "precedente vita".
E questa analisi trova il suo contrappunto se si valuta una altro "Signor Nessuno" che nella stessa epoca coglieva risultati ben migliori pur rimanendo sinonimo di pilota mediocre: RALF WALDMANN. Ma andiamo con ordine.

Sete Gibernau nasce in mezzo alle moto, nipote di Mr Bultaco ma la sua carriera da giovane e' molto diversa dai virgulti Capirossi e Rossi. Debutta nel 1992 in classe 250 ma non fara' l'intero mondiale fino al 1996, stesso anno di Rossi in 125 e del titolo di Hill in F1, pure lui come il Gibe ex-collaudatore e scelto come compagno di comodo per il rientro di Prost.
I risultati di Sete con una RS250 privata non promettono faville, ciononostante passa nel '97 in 500 con Rainey che l'anno prima ci aveva provato... con Capirossi, considerato pilota di talento ma che aveva rinunciato alle belve 4 cilindri per tornare in 250.
Nel 1998, arriva la chiamata Honda per sviluppare la nuova arma clienti: la 500 bicilindrica. Collaudatore di nuovo si', ma nei GP!!
Pero' la V2 perde troppo sul dritto e non guadagna piu' di tanto in curva, i tempi sul giro non si riflettono nell'economia di gara dove bastano 200m di accelerazione per finire dietro anche alle peggiori 500 4 cilindri. L'esperimento di Honda e Aprilia avra' vita breve.

Ma il destino da' un bel calcio in culo al nostro simpatico spagnolo: MICK DOOHAN cade a inizio '99 mettendo fine alla sua gloriosa carriera.
C'e' una NSR 500 libera, la moto numero 1, quella che Biaggi desiderava e che lo costrinse a passare in Yamaha quando capi' che non l'avrebbe avuta quando voleva lui.
Tale gioiello viene affidato proprio a Sete Gibernau, che va per i 27 anni, mai andato oltre un onorevole 3° posto ... nel campionato spagnolo 250. Mai nei primi 10 in classifica finale nel motomondiale con ZERO vittorie.
Siamo di fronte a talento cristallino? Un pilota in crescita sul quale investire a occhi chiusi. Pare proprio di no.

Tanto per dare un'occhiata alla sua nemesi teutonica, il buon Ralf Waldmann aveva fatto ben di meglio, ma nessuno se ne accorse. 6 vittorie in 125, tra il 1991 e 1993 due volte 3° in classifica dietro a gente come Capirossi & Gresini, e poi ancora Gresini e Gramigni.
Passato alla 250 colse una vittoria gia' alla prima stagione per poi consolidarsi tra i migliori cogliendo 11 vittorie in 3 stagioni, terzo nel '95 e vice campione nei 2 anni successivi dietro a Biaggi, dominatore indiscusso della classe 250 in quel periodo.
Ora a uno cosi', se passa in 500 gliela diamo una motina decente? E infatti approda alla Modenas.

RIASSUMENDO:
SETE: zero, niente, nada = NSR 500 Ufficiale ex-Doohan.
RALF: 6 Gp in 125, 12 Gp in 250, 2 volte Vice-Campione = Modenas

C'e' qualcosa che non torna.
Ma Sete sfrutta la botta di culo e ottiene qualche podio venendo cosi' confermato su quella che e' la moto piu' ambita. Rossi, che ha vinto tutto prima di conquistarla ha lo stesso materiale e Gibernau diventa sinonimo di pilota ufficiale senza merito.
E nel 2000 fara' cosi' schifo da meritarsi tutte le critiche per troppa Grazia ricevuta.

Cestinato dalla Honda passa alla Suzuki dove, con moto a dire il vero modesta, si fa vedere solo in una gara bagnata in casa a Valencia e non va meglio neppure con la 4 tempi GSV-R dove il miglior piazzamento lo coglie un collaudatore dagli orrendi capelli tinti (Ryo) a Suzuka.
Ma il suo Santino si chiama Telefonica, mega sponsor iberico come lui che porta in dote prima alla Suzuki e poi nel Team Gresini.
Siamo nel 2003, Sete ha passato i 30, e a parte una vittoria in una gara interrotta per pioggia, non ha combinato alcunche'. E ci fermiamo per la domanda da 1.000 punti:
E' questo il grande avversario battuto psicologicamente da Vale?
Non sara' un pilota mediocre che, in sella alla miglior moto, ha fatto da sparring partner in assenza di altri grandi talenti?

Anche Waldmann, tornato in 250 ha rivaleggiato con Rossi, per poco pero'. Perche' quando l'Aprilia volle ottenere piu' punti nei costruttori, non potendo far correre a tempo pieno Marcellino Lucchi, oso' dare una moto ufficiale a Ralf. E Rossi si incazzo' come una iena. Peccato. Ma se non era un pilota di grande talento, perche' arrabbiarsi?? Perche' ando' subito a podio? Mah.

Solitamente i colpi di culo capitano (se capitano) una volta nella vita, a Gibernau il destino prepara il bis e anche stavolta sotto forma di disgrazia altrui. Che porti sfiga?
Come Damon Hill fu catapultato "From Zero to Hero" (non a caso titolo della sua autobiografia) prima dai capricci di Prost e poi dalla morte di Senna, Gibernau ha nella morte di Kato la sua seconda grande occasione.
Col team ancora in lutto, col 74 piccolino sulle carene Sete arriva a una incredibile vittoria a Welkom.
Pare un film. Si' ma il finale di un film su Kato.
E invece Telefonica si mette di traverso, i loro soldi pagano una moto ufficiale in cambio di una moto per uno spagnolo e cosi' si mettono assieme le 2 cose: una moto ufficiale per il pilota di bandiera. Il resto e' storia di oggi, quella che rimarra' la verita' storica da mettere come contorno a chissa' quanti libri su Rossi.

Come nel 1999 Sete coglie l'occasione e la sfrutta come meglio non potrebbe: altre 3 vittorie e titolo conteso a Rossi.
Ma le gare sono strane, i due si scambiano posizione come i ciclisti quando tirano la fuga e solo negli ultimi giri Vale se ne va con Sete che lo saluta con la manina.
Nasce cosi' la leggenda di Rossi che va forte con le gomme finite, si' ma dopo aver tirato quanto? La stagione dopo segue un copione simile con il Gibe che torna sulla moto clienti (comunque fortissima) e Rossi che tenta l'impresa andando alla Yamaha.
La moto migliore sembra prevalere, 4-3 il conto delle vittorie a favore di Sete a meta' stagione, ma poi la M1 viene sistemata e va a finire come l'anno prima con in piu' un pizzico di polemica.

In Qatar Rossi viene retrocesso per aver gommato la piazzola la notte prima del Gp, il reclamo e' del Team Gresini su testimonianza di un ex-tecnico di Rossi ai tempi della Honda.
Ma il Vale sportivamente insulta Gibernau da quel momento in avanti e arriva cosi' la seconda leggenda: la forza psicologica che piega gli avversari. Nemmeno Ken il Guerriero era capace di tanto.
Diventa cosi' eroica la spallata con cui Rossi butta fuori Gibernau alla prima del 2005, seguono ritiri tecnici e cadute a raffica dello spagnolo. La distruzione psicologica e' completata, si dice che Gresini a Brno avesse pure riempito meno il serbatoio sapendo che in caso di vittoria Sete poteva esplodere essendo stato colpito in un punto di pressione sulla spalla a Jerez. E Gresini alle sue RCV ci teneva, mica a Sete!

Nell'ultima stagione prima del buen ritiro il Gibe si segnala per una mega carambola pare ancora sotto effetto di ipnosi e infatti si rompe la solita spalla, stagione finita. Il rientro di quest'anno si segnala solo per un dito medio che gli fa Stoner, ma Gibernau non esiste gia' piu', diranno che Casey il gestaccio l'aveva fatto a Capirossi...
Manco degno degli insulti porello.

E allora di qui il dubbio: un gran pilota piegato dal talento (e forza mentale ovviamente) di Rossi o il Vale Nazionale ha battuto un Signor Nessuno?
Boh chi lo sa?
Google una dritta ce la da: provate a guardare quante immagini trovate di Gibernau prima che andasse sulla Honda di Gresini. Di certo un Sig. Nessuno lo e' stato per almeno 10 anni e non sono pochi.

Ma a noi il Gibe piace lo stesso per un solo grande motivo: lui che Rossi era molto piu' forte l'ha sempre ammesso e addirittura si disse onorato di potergli correre vicino. E allora non ci pare un campione annichilito dalla forza di Rossi, ma uno che senza chissa' quali doti ha accettato la sfida senza arrendersi. Come Rocky, come Damon Hill.
E a uno cosi' va un bell'applauso per averci provato.

P.S. E Waldmann non se lo e' inculato nessuno ugualmente...

P.P.S Pero' Hill e Rocky alla fine vincono qualcosa vabbe'

domenica 26 luglio 2009

NELLA BUONA E NELLA CATTIVA SORTE


Chissa' se in futuro la DORNA prendera' in esame l'ipotesi di bagnare le piste dopo il warm-up, potrebbe essere un sistema abbastanza economico per rendere piu' imprevedibili le gare.
Per la 3° volta ci troviamo una situazione mista, per la 3° volta abbiamo una gara assurda e per la 1° volta vince Dovizioso.
Lui che pare sempre a un passo dal podio, salta due gradini e ci va direttamente da vincitore dell'ultimo Gp disputato a Donington. Bravo, bravissimo a non commettere errori ma andando pure forte e facendo sorpassi da campione. Siceramente non me l'aspettavo. E bravo pure De Puniet che ha fatto una gara da Joe Bar Team con una rimonta incredibile, infilando Pedrosa piu' e piu' volte ed evidenziando come la Honda HRC sia di un altro pianeta in termini di potenza e trazione. Peccato che alla fine sia stato beffato da un redivivo Edwards, bravissimo pure lui.
Ci avete fatto caso? Dei 4 che fanno un altro sport nessuno ha fatto bene. Perche' quando non si puo' spingere al limite conta piu' l'istinto, la sensibilita' nel trovare il modo di essere veloci senza esagerare contando sul coraggio e un certo occhio e meno sulla tenuta del mezzo che e' di gran lunga inferiore al solito. E ci si diverte di piu'.
Rossi qui non vince dal 2005 quando regolo', proprio sul bagnato altri 2 outsider: Barros con la Honda clienti di Pons e Kenny Roberts jr in sella alla moto del babbo. Il tutto dopo una caduta di Gibernau che aveva mezza pista di vantaggio.
Una gara insomma che ci riconcilia col motociclismo dei duri e puri, senza tante pugnette legate a moto e aggeggi vari.

Ovviamente dopo una gara del genere, Fuorigiri non offre spunti di discussione interessanti. Tant'e' che dopo averci rotto i maroni con il DNA romagnolo pure nei marchigiani, stavolta che vince un romagnolo purosangue la teoria della razza rimane nel cassetto. E meno male. Solo che a me e' parso che Dovizioso non fosse nemmeno italiano visto gli urli di Meda quando Rossi ha guadagnato la 6° posizione mentre Andrea era in testa. Mah.
Sul dopogara, piu' che parlare di cio' che han detto Bobbiese&C ci sarebbe da completare con cio' che non viene detto sugli argomenti presi alla larga: le cadute, la buona sorte e le scelte delle gomme dei piloti Ducati.

CADUTE
In telecronaca la caduta di Lorenzo ha aperto la solita discussione degli esperti di dietrologia. Su Lorenzo che ora deve abbassare le pretese economiche e di status in Yamaha, pressione psicologica e affini. Peccato pero' che qualche giro piu' tardi Rossi, anche lui mentre e' al comando, cade. Silenzio.
Fosse un altro, verrebbe da dire, avrebbero tirato fuori che Dovizioso faceva pressione psicologica, che essendo inesistente il pilota in termini di classifica non c'era bisogno di tenerlo dietro, che bisognava gestire meglio la situazione e bla bla bla. E invece no. Un rispettoso no comment e addirittura il sospetto che sia stato un problema tecnico.
E allora cari Meda e Reggiani, sappiate che probabilmente i piloti non pensano ai cazzi loro mentre corrono. I cazzi loro ve li fate voi in telecronaca perche' dovete chiaccherare per un'ora. Lorenzo ha sbagliato a frenare sulla riga bianca, Rossi ha sbagliato forse piegando troppo e comunque in entrambi i casi parliamo di quelli che erano i piu' veloci del momento, con le slick sull'umido dove non c'e' certezza di quanto la moto possa tenere. Son cose che capitano, anche ai migliori. Punto.
Perche' se si creano monumenti di imbattibilita' e perfezione poi finisce che quando umanamente si sbaglia diventa imbarazzante renderne conto. Di qui un Fuorigiri meno strombazzante.

FORTUNA & SFIGA
Personalmente l'ho sempre pensata come Enzo Ferrari: la sfortuna non esiste, esistono gli errori.
Ci sono errori tecnici che diventano guasti ed errori umani che possono diventare cadute con le moto. La sfiga la circostanzierei ai soli eventi imponderabili e inevitabili, come la molla che colpisce Massa stordendolo e rischiando di farlo ammazzare, quella si che e' Sfiga.
La sfortuna di Lorenzo invece non esiste, ha frenato dove c'era meno aderenza. La sfortuna di Elias nemmeno perche' e' andato sul cordolo bagnato. La fortuna di Rossi idem: e' caduto in un punto molto lento, scivolando quando era gia' molto piegato e a pochi cm da terra. E' normale che in questo tipo di cadute ci si rialzi, come fece Stoner (2° a Laguna Seca nel 2008) o lo stesso Rossi a Le Mans quest'anno o ad Assen la scorsa stagione. Eppure si tira fuori il detto piu' demente: la fortuna aiuta gli audaci. E siccome Vale e' audace merita quel "pizzico di fortuna" piu' degli altri. Al di la' del fatto che la fortuna e' sempre un pizzico mentre la sfortuna viene distribuita a camionate, davvero non si capisce il perche' si debba parlare di fortuna e di merito nella stessa frase.
Rossi e' solo caduto pian pianino, semmai date merito alla Yamaha che non si rompe mai quando cade e sottolineate che Rossi non fa errori ad alta velocita'. L'unica volta che l'ha fatto era ad Assen nel 2006 e si ruppe pure lui. E parlarono di sfiga... ovviamente.
Piuttosto e' da sottolineare che in queste situazioni difficili da gestire Vale fa sempre meno di quanto ci si aspetti. A Le Mans cadde, al Mugello arrivo' 3° e deluso, qui fa 5° cadendo. Insomma se due son coincidenze la terza e' la prova che Rossi soffre queste situazioni meteo. Guai a dirlo pero', manco fosse un'offesa.

GOMME DUCATI
Qui invece si esaltano le lingue affilate dei commentatori che si buttano sulle scelte di Stoner e Hayden.
Ok, hanno sbagliato, e' palese ed hanno pagato pure un conto salato. La pista era umida, piovigginava, han pensato di prenderci a partire con le rain. Essendo uomo di classifica Stoner era meglio se evitava l'azzardo di mettersi in una situazione diversa dalla maggioranza. Quel che stupisce e' l'interpretazione data da Meda e ripresa nel dopogara. Assolutamente delirante.
Ripeto, han sbagliato, MA COME DIAVOLO SI FA A DIRE CHE I TEMPI DEL WARM UP HAN MANDATO FUORI DI TESTA STONER??!! Ma certi commenti per piacere non fateli in diretta costringendo chi guarda la gara a sentire certe stronzate. Fateli tra di voi, al bar, in macchina, sull'aereo, in una gara di scorregge o mentre fate un "putan tour" ma in diretta no, abbiate pieta'.
Ovviamente questa cazzata deve aver colpito nel profondo (...) del comprendonio Cereghini che parte in 4°, ovvero male. Secondo lui il team deve imporre le scelte (*), deve mediare le eventuali volonta' errate del pilota (*) perche' udite udite: "Come la mettiamo se il pilota impazzisce?" AHAHAHAAHAHA. Fantastico.
Se il pilota impazzisce lo caricheranno sull'ambulanza Nico, ma che cazzo di discorsi sono? Suppo e' stato chiaro, non possono imporre le slick sul bagnato a un pilota che non le vuole, la pelle, quella sotto la tuta, e' sua. Pellaccia sua, cazzi suoi, errore suo. Quanto ad Hayden e' patetico il commento di Meda: "eh ma lui gli ha tenuto dietro". Beh ha fatto la stessa scelta, avra' avuto i suoi buoni (ipoteticamente) motivi, perche' considerarlo un cerebroleso che fa quello che fanno gli altri. Aspettiamo di vedere Stoner fare un'altra cazzata per verificare quanto e' bravo Nicky ad imitarlo.
E ora spieghiamo gli asterischi:

(*) in occasione del Mugello venne messo in croce il responsabile Bridgestone per il Team Yamaha in quanto aveva suggerito le dure sulla seconda moto. Qui tutti furono concordi nel dire che l'errore era stato non dar retta al pilota. Oggi alla Ducati han dato retta al pilota e l'errore e' stato non dar retta al team. Mettetevi d'accordo, perche' e' facile dire che doveva decidere chi, dopo i fatti, risulta aver ragione.
Per inciso non pensiamo che Rossi fosse del tutto contrario alla scelta del team. Se ha dato loro retta significa che a un certo punto era d'accordo. Del resto se c'e' una cosa che si sbaglia da secoli son le previsioni meteo.

Casey, cristallino come un bimbo di 6 anni infatti spiega: "Pioveva, pensavamo piovesse di piu', che la pista si bagnasse e allora avremmo avuto ragione. Invece ha piovuto sempre ma poco, la pista non si e' bagnata abbastanza e abbiamo sbagliato".
Semplice no?
L'unico a fare un'analisi lucida e' stato (stavolta) Reggiani che nel giro di ricognizione diceva in maniera stranamente comprensibile che: o pioveva subito forte o altrimenti si rischiava di vanificare la strategia gia' nei primi giri in cui i piloti Ducati avrebbero perso una caterva di secondi e distrutto le gomme quel tanto che basta a essere comunque piu' lenti anche con asfalto bagnato. Ineccepibile, e l'ha detto prima del via. Bravo, stavolta il premio "NonSonDegnoDiMediaset" va a Loris da Forli': un bell'applauso.

P.S. e' romagnolo eh!!

P.P.S. pero' cacchio fatti un account di facebook da solo invece che in coppia: http://www.facebook.com/pages/Guido-Meda-Loris-Reggiani/30096623714
Notare che i fans scrivono solo slogan...